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La tua Tomba reclama la tua Carne

Come una nera macabra dama
vedova, vedo viva la mia vita.
L'umana sapienza ama il proclama:
cogli la modernezza imbrunita.
Al tempo del cornifero Ariete,
neri Luciferi oblieran Lete.


"Crogiolati, moribondo, nel vizio
del mio dominio! Giocondo lassati
alla vezza certezza! L'orifizio
ottura con goduria! Ammazzati!":
questa la moina, questa la promessa;
questa la mira di mente oppressa.

La tua tomba reclama la tua carne,
torba di vermi n'acclama i gusti.
E le mie saranno risa di gioia.

La società t'ha preso per disfarne.
Non io, non noi! Gloriosi novi fusti,
d'epoca a maggio recisa dal boia.

 

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6 commenti:

  • Maria Angelino il 02/12/2011 02:37
    Davvero bella..
    Forte ed efficace =)
    Ancora una volta, mi complimento con te!^^
  • angela testa il 14/04/2011 17:34
    ANCHE QUESTO E UN MODO PER SFOGARE UNA BELLA ARRABBIATURA...
    MOLTO FORTE LA SCRITTURA...
  • Alessandro Fontana il 29/09/2010 16:16
    Grazie Vasily ^^ Comunque, Alessandro, il perché della scrittura di questa poesia mi sembra ovvio: ero arrabbiato. Che gusto ci sarà a leggerle? Nessuno. Ma non mi preoccupo di quello ^_^
  • vasily biserov il 29/09/2010 11:33
    bellissime immaggini... potente!!
  • laura marchetti il 29/09/2010 11:06
    ...è vero la poesia è anche sfogo.. ma devi essere davvero arrabbiato...
  • Anonimo il 29/09/2010 10:43
    Perché si scrivano poesie (?) come questa è cosa che non caoirò mai. Ma che interesse possono avere per chi legge? Che gusto c'è a leggerle?

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