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Guerriero sulla Riva

Oh, l'iride mia, illusa sull'ombra
luminosa dei salici cangianti,
ch'avvide lei per cui 'l cor trasale.
Lume che scordai all'udir suoi canti,
qual cosa, oh lasso, l'orma mi sgombra:
Da spume nivee, scors'io bianca strale.
Caddi colpito, mia amorosa Pegea,
reminescenza egea,
e sensi ch'al dir m'è vano, sentîro
l'addorna chioma cui rami solcâro,
vago ricordo caro!,
mia nuda pelle. Tuo viso rimiro
su cui stille perîro
cadenti a mille d'occhi d'ambra a velo,
nel momento cui pento salir lo cielo.

 

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1 commenti:

  • loretta margherita citarei il 30/09/2010 07:28
    lo stile del petrarca, fa presa, quella i omessa nell'apostrofo antecedente alla l, tipica del sonetto, otre a te, ha ispirato il giuffrida, ma i sonetti del petrarca son altra cosa...

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