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I Quattro

Erano
appena cresciuti,
belli e forti,
il ritorno
a le case loro
più non hanno,
per la pace
la vita
han dato.
In cambio
un Inno
ed un lutto nazionale,
e poi dimenticati
come tanti
prima di loro.
Per cui
doveroso
a loro,
senza più lacrime,
ma con nodi
alla gola strazianti,
la penna mia
su questa carta
scorre ancora,
dopo una preghiera
a Dio,
affinché le loro anime
accolte siano
fra le braccia
dell'Arcangelo Michele
e i Cherubini.

 

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4 commenti:

  • tania rybak il 16/10/2010 22:51
  • alice costa il 16/10/2010 10:07
    molto ben scritta... triste e doloroso ma purtroppo reale...
    ci si dimentica troppo, troppo in fretta... fino al prossimo lutto
    Bravo Don
  • Chirio Giocoliere del Verbo il 14/10/2010 00:28
    come il mio solito mi limito al verso. l'argomento è stato divinamente decantato dal grande de andrè come da uno dei suoi maestri riccardo mannerini (di cui consiglio vivamente la lettura) ma devo ammettere che non è per nulla male il tuo scritto... unica macchietta, a mio parere, la chiusura che da l'impressione di essere stata scelta proprio per chiudere in mancanza di qualcosa che non è arrivato. spero che non ti sia d'offesa il mio commento perchè lo scritto mi è piaciuto realmente.
  • ELISA DURANTE il 13/10/2010 18:52
    È un autunno insanguinato questo e i morti sono troppo giovani, è una vergogna che non ha fine.

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