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Oh Padre!

Trascorri la stagione fredda della tua vita.
Io, incapace di dare respiro ai tuoi tormenti,
ricordo quando andammo per i campi.

M'insegnasti ad apprezzare l'odore del gelsomino arabo,
a gustare i chicchi d'uva, doni del dio Bacco,
ad ascoltare il sussurro delle foglie d'ulivo.
Albero con la chioma colore grigio - argenteo, mi dicesti!,
dal tronco contorto e tortuoso.
Olivo saraceno.
Immagine della tua esistenza!

Non comprendevo il senso! Perdonami.
Adesso capisco
e vorrei fermare,
recuperare, il tempo.

Nella nebbia della quotidianità
afferrerò la tua mano e...
la terrò stretta.
Come il pio Enea,
Ti sorreggerò con tutte le mie forze.

Danzerò con la Morte!
Le strapperò le viscere.
fino a quando, esausta, si allontanerà da Te.

Ed io Ti riporterò pei campi...
... con mio figlio.

 

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5 commenti:

  • Salvatore Cipriano il 31/10/2010 01:14
    Quanto ho aspettato che tornassi, finalmente ora ci sei. Per quanto riguarda i sentimenti della poesia ti cspisco
  • Anonimo il 26/10/2010 02:07
    ... bellissima... scusa ma in questo momento sono sommerso dai ricordi che tali versi hanno risvegliato, quindi nn riesco a dire altro... una cosa sola forse:grazie!
  • Salvatore Ferranti il 25/10/2010 21:12
    sei tornato a pubblicare?
    bravo...
  • ELISA DURANTE il 25/10/2010 20:26
    Un rapporto comunque molto intenso. La poesia è splendida, Pio Enea!
  • laura marchetti il 25/10/2010 19:44
    nostalgia, amore e rimpianto... quanto ti capisco

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