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Per corso

Clemente tu sia,
fato birbante,
nell'abbagliar quest'occhio
cieco
e vissuto nell'ombra;

lentamente staglia
il colore
a tagliar pupille bianche
nei secondi dei secoli
che nelle tue stalle
attendono scalpitando;

paziente
sgocciola il sapere
nella toppa arrugginita
della gabbia
che m'intrappola da sempre.

Che pur il mio sorriso
voli fra festoni
di frutti
e rami freschi;

che pur la brezza
della costa
s'accompagni al mio respiro
or strozzato
e agonizzante.

 

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7 commenti:

  • Anonimo il 30/10/2010 23:48
    sicuramente vivere "da vicino"...è altra cosa...
  • Chirio Giocoliere del Verbo il 30/10/2010 23:35
    fossi una persona a me vicina non faticheresti a farlo.
  • Anonimo il 30/10/2010 23:34
    forse è colpa del mio esser ottimista e positiva... per questo nn credo...
  • Chirio Giocoliere del Verbo il 30/10/2010 23:30
    non può essere che la mia vita faccia così schifo e che ricamandoci sopra esca questo? magari!!!
  • Anonimo il 30/10/2010 23:19
    nn è vero... nn può esser come dici...è troppo bella!!!
  • Chirio Giocoliere del Verbo il 30/10/2010 23:16
    no, è solo la realtà che vivo... l'avrei dovuta intitolare "preghiera al nulla"
  • Anonimo il 30/10/2010 22:44
    pur nei tuoi versi crudi leggo speranza...
    "Che pur il mio sorriso
    voli fra festoni
    di frutti
    e rami freschi;"
    ... e che destino sia...
    Fatalista?

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