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Il noce

Non volevano che entrassimo,
ma era facile scavalcar il cancello,
poi c'era lui alto, sicuro e snello.
La libertà amica giocava a nascondino,
la nostra fanciullezza,
il miglior panino.
Il guardiano dell'orto
muto, ci ascoltava e sotto
il suo manto lieto ci ospitava.
Ombroso d'estate, scuro d'inverno,
le sue mani ossute sempre rivolte
al cielo,
in primavera rinasceva come una speranza
ma d'autunno si toglieva il velo
in una danza
e generoso, dalla sua chioma
schiarita dal sole, guardava al domani
e i suoi sorrisi ci offriva a piene mani.
Era una delizia raccoglierli ai suoi piedi
trafiggevamo il mallo con un sasso,
ci tingeva le mani di nero,
indelebile come una colpa,
come il nero delle donne che
meste si incamminavano sulla strada
bianca del cimitero.
Tornai e lo trovai steso, tagliato
e ai suoi piedi i suoi figli,
ancora aggrappati alle sue mani,
ed un nido a terra,
schiacciato dai suoi rami.
ed una fitta al cuore acuta e forte,
fu così
che imparai la morte.

 

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1 recensioni:

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  • Alessio magnaguagno il 13/02/2015 10:54
    metafore assolutamente pertinenti ed efficaci, è bello vedere atraverso i tuoi versi, assaporare i profumi e gli odori e le sensazioni tattili, mi è piaciuto soprattutto l'idea di un luogo amico, non ho "conosciuto" personalmente Foscolo ma credo che ti avrebbe incoraggiato, ciao

14 commenti:

  • Giacomo Scimonelli il 05/11/2010 15:05
  • Simone Scienza il 05/11/2010 12:36
    Giostra di mille emozioni,
    scorribande di cuccioli
    arrampicati al tronco della vita,
    le stagioni scorrono
    abbattendo l'incanto di giornate di sole

    Preferiti e fb Laura non dico altro
  • Anonimo il 04/11/2010 09:06
    Gli alberi sono la nostra vita e i nostri ricordi, sono la nostra energia... un dolore che capisco molto bene... un tema che ti fa onore.
  • Anonimo il 02/11/2010 23:29
    Grande delicatezza nei tuoi versi.
    Bella, bella.
  • lucietta vo il 02/11/2010 23:22
    che delicatezza, poesia incantevole, veramente piaciuta
  • Fabio Mancini il 02/11/2010 23:07
    Mi piace per come parli della morte. Sei una brava poetessa e una sensibile persona. Un bacio, Fabio.
  • Fernando Biondi il 02/11/2010 22:26
    non ho parole
    dire incantevole è troppo poco
    superlativa assoluta
    non ho letto niente di meglio
  • Giuseppe Tiloca il 02/11/2010 21:32
    Mi dispiace, Laura, ma non sai tanto, perchè queste storie mi toccano da morire. Vorrei iniziare dicendoti che ho visto una stessa cosa, solo che non mi apparteneva, ma ci sono rimasto male lo stesso: Vicino a casa c'è un cantiere, e quando hanno costruito al fianco del terreno c'erano delle piante rigogliose di vite.
    Le hanno strappate alla loro madre, la terra, ed è stato orribile vederle cadere. Cadere giù, per poi morire. Io, ho uno stesso albero, di noce, dalla nonna.
    È imponente come il tuo, e lo zio quando si ha costruito la casa ha tagliato dei rami ma sai, voleva tagliarne tutto. Ha ucciso le piante di menta e io le ho riabilitate.

    Ma comunque per tornare alla poesia, avrei paura se tagliassero un albero compagno di giochi come il tuo. Mi dispiacerebbe da morire.
    Hai espresso il tutto con una nota di verità e paura, bravissima
  • antonio pascarella il 02/11/2010 21:26
    bellissima
  • loretta margherita citarei il 02/11/2010 21:20
  • Auro Lezzi il 02/11/2010 20:47
    Il noce è anche un magnifico fiume--immagina che alimenti la nascita di nuovi alberi verdeggianti e li protegga... Se poi s'incazza assale la gente...
  • Don Pompeo Mongiello il 02/11/2010 19:27
    Bellissimi versi che esprimono gli anni migliori della nostra vita, ma non dimentichiamo che ancora siamo. Brava davvero!
  • karen tognini il 02/11/2010 15:50
    ... fu così
    che imparai la morte.

    stupenda Laura...
    k


    .
  • anna rita pincopallo il 02/11/2010 15:24
    bellissima 5 stelle

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