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L'uomo che sfidò il cielo a scacchi

Mi ricordo del vecchio Wolf
se ne stava tutto il giorno
mattino-pomeriggio-sera
a giocare a scacchi
davanti al bar di Mic.
Se ne stava lì
curvo, a pensare
poi spostava un pezzo
con lentezza quasi
da cerimonia.
Aveva fermato così
tante volte il tempo
picchiando su quell’orologio rotondo
che adesso si sentiva
forte come un Dio.
Ad un tratto cominciò
a fissare il cielo.
Guardava su e
giocherellava con la regina.
Un giorno arrivò
un nuovo sfidante
e si sedette al tavolino
Wolf si grattò una gamba
sistemò la camicia
e cominciò a pensare.
Fu una partita difficile.
Quando lo sfidante
dichiarò lo scacco matto
Wolf cadde per terra,
come ubriaco.

STOP

REWIND

... che adesso si sentiva
forte come un Dio.
Un giorno Dio,
incazzato per il fatto
che un comune mortale
si sentisse forte come lui,
si sedette al tavolino.
Wolf si grattò una gamba
sistemò la camicia
e cominciò a pensare.
Fu una partita difficile.
Quando Dio
dichiarò lo scacco matto
Wolf cadde per terra,
morto.

Ma sorridente.

Aveva sfidato il cielo a scacchi.

Perdere non era mai stato così bello.

 

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9 commenti     0 recensioni    

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9 commenti:

  • Antonio M il 22/05/2008 20:37
    "Aveva fermato così tante volte il tempo picchiando su quell’orologio rotondo". In effetti è quel che si fa spesso, quasi tutti i giorni, pianificando, programmando, pensando e illudendoci di fermare il tempo... e dunque di essere come Dio... ma Wolf ha proprio ciò che credo piaccia a Dio: non si prende troppo sul serio. Letta e riletta, mi ha fatto ri-flettere.
  • Giuseppe De Paolis il 02/04/2008 08:23
    ironica... ingegnosa.. stupenda poesia.. mi piace troppo... a rileggerti
  • Anonimo il 16/05/2007 21:50
    Rendi piacevole la sconfitta!!! Bello anche questo tuo lavoro...
  • Antonello Gualano il 13/04/2007 11:01
    caro Duccio, non commento mai poesie ma stavolta mi affaccio visto che anche io ritengo che questo tuo scritto sia più un racconto. Ironico, profondo, diretto, sferzante. Stile duro ma arioso. Grande.
  • sara rota il 05/04/2007 15:29
    Mi spiace, ma non è tra le tue opere quella che preferisco. A rileggerci, buona Pasqua
  • Antonio Pani il 05/04/2007 10:08
    Quante partite, quanti sguardi, quante sconfitte, quante morti eppure... quante rinascite, quanti sorrisi, nonostante si perda! Io l'ho sentita così, mi fa pensare ad un inno alla vita, quella "leggera" al punto giusto. Bravo, come sempre. A presto e a rileggersi, ciao. Antonio.
  • Riccardo Brumana il 05/04/2007 02:07
    l'originalità è il pregio della tua poesia-racconto. non mi piace la srtuttura ma il testo è sicuramente interessante. bravo
  • Sole Luna il 04/04/2007 21:02
    perchè l'hai inserita nelle poesie? bel racconto..

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