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Il perdono dell'angelo

Madre
sono stanco
sono giunto al confine
di questa terra di mezzo
che separa la luce
dal buio dell'anima
dove tutto è steppa
e ho lasciato cadere
dalle tasche le mie certezze
e i miei sassi
usati per colpire le stelle.

In ginocchio
abbasso la spada
del mio ego
e bacio piangendo la terra
di questo confine con le tue mani
ma solo terra in bocca mi trovo
calda come la cenere
da cui veniamo
e da cui torneremo.

Assorbimi in te
a risucchiare e annientare
i miei errori di fragile uomo
che chiede perdono
e che anela nell'oblio
di questo deserto
di polvere di me stesso
la tua mano adorata
ad accarezzagli la testa
mentre il vento si alza
a sollevare polvere e rimorsi.

 

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0 recensioni:

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10 commenti:

  • Anonimo il 10/11/2010 20:22
    Lirica forte e dolorosa.
    Bella, bella.
    Attento a qualche refuso credo sia a cui torneremo e accarezzargli.
  • Alessandro Moschini il 10/11/2010 18:39
    Grazie Cristina. Ti abbraccio.
  • Anonimo il 09/11/2010 16:37
    Forti e bellissime emozioni, ottima Alessandro...
  • Alessandro Moschini il 07/11/2010 14:14
    Grazie Laura. Ti abbraccio.
  • laura marchetti il 07/11/2010 09:32
    di una forza e intensità che esprime in maniera egregia il concetto della morte
  • Alessandro Moschini il 07/11/2010 07:32
    Grazie a tutte. Vi abbraccio.
  • loretta margherita citarei il 06/11/2010 17:54
  • Aedo il 06/11/2010 17:46
    Una poesia diretta, forte, che mi è arrivata potentemente con la sua forza emotiva. Bravo!
    Ignazio
  • karen tognini il 06/11/2010 14:26
  • Elisabetta Fabrini il 06/11/2010 13:19
    Sento tanta tristezza e malinconia nelle tue parole... bellissime per giunta!
    Sei molto bravo Ale, ma si sapeva già!
    Un abbraccio Ely