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Apparizione

A picco sul mare
sì da poter assistere
all'alterco infinito tra
il cieco impeto dei marosi e
la ingobbita e frastagliata ma, mai doma scogliera
madida
ora che Messer Maestrale
s'avventa
urlando la sua furia
sentieri
che la fede in Cristo ha trasformato
in stradine di ciotoli corvini e mattoni rossi
s'inerpicano
tra secolari ulivi e sassi
vomitati da chissà quale bocca vulcanica
rovi, di more costellati
celano
improvvisate alcove di virgulti in amore
più in là
croccanti tappeti di esauste foglie, suonano
rotolando per declivi e anfratti
di felci farciti
ricci di castagni prossimi al letargo
sbadigliano
mostrando turgidi e levigati frutti
che
scoppiettando sulle braci rituali
annunziano
l'autunno ad Apparizione.

 

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3 commenti:

  • ignazio de michele il 10/11/2010 21:03
    no problem, preclara Matilda. Accetto ogni tipologia di commento o critica. grazie e piacere di averti conosciuta. Ops, la poesia? se non ti piace... mi spiace. ciao
  • Jurjevic Marina il 10/11/2010 14:45
    Mi ha messo molta ansia questa poesia. Sarà che non capisco cosa ti ha spinto a scriverla... o è solo che io non riesco a concepire le tue parole. Intrigante, ansiosa.. inquieta. Credo che lo sei pure tu. Ooops scusa se mi sono permessa.
    Baci
  • loretta margherita citarei il 09/11/2010 07:36
    meravigliosa

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