accedi   |   crea nuovo account

Tu riesci a sentire qualcosa?

E tu.
Ti sei mai domandato il perché?
Come mai ti trovi qui?
Per quale motivo sei stato creato?
Qual è il senso dell'esistenza?
Perché agisci e poi ti tiri indietro?
Hai paura? Hai paura di sbagliare? o semplicemente te ne freghi? Parlati. Ascoltati. Sei solo tu e te stesso.
E.. se ti chiedessi perché implori l'oblio, sapresti rispondere? e.. e se ti chiedessi perché campi d'illusioni cosa mi diresti?
e se ti domandassi perché siamo carne in decomposizione anche se ancora viviamo come mi illumineresti?
Parlami. Ascoltami. Ci sono anche io fidati di me.
Sai a volte mi chiedo
se esiste davvero un limite alla rabbia,
un limite alla disperazione,
alla pazzia, all'ossessione, all'odio.
Possiamo odiare noi stessi? Dimmi possiamo odiarci?
E ancora una volta le risposte mio caro amico si rincorrono nel vento.
Tu riesci a sentire qualcosa?

 

1
4 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

4 commenti:

  • antonia iaquinto il 14/11/2010 20:20
    grande pessoa
  • Anonimo il 14/11/2010 08:09
    .. spesso, durante i millenni spesi ad ascoltare, ho sentito il vagito dell'alba e l'mpercettibile ultimo respiro del tramonto... ma nulla più...
    "Tutto, intorno a me, è nudo astratto universo, fatto di negazioni notturne."
  • antonio pascarella il 10/11/2010 11:29
  • giuliano paolini il 10/11/2010 11:22
    spesso quello che sentiamo è semplicemente ciò che abbiamo abituato la nostra mente a sentire, quello che manca è l'abitudine a lasciare che sia il cuore a parlare perchè troppo spesso la voce dell'amore è così lontana dal razionale che ci spaventa il non poter gestire tutti gli aspetti, l'abbandonarsi all'amore significa il non conoscere in anticipo le risposte i luoghi e gli spazi che si proporranno e tutto quello che è sconfinato uccide la mente che è nata solo per gestire e sezionare, pertanto arriva il giorno che non si può rimandare oltre o si continua a gestire o ci si butta nell'ingestibile e nell'ingovernabile. cosa ho fatto io, per il momento sono nella terra di nessuno consapevole che la ragione non serve a volare ma ancora timoroso di abbandonare la roccia. per favore vieni a darmi una spintarella e grazie

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0