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Passero

Stando seduto e ascoltando il silenzio,
mi viene in mente il ricordo,
del suo bel aspetto.
Poi d'improvviso,
chinando la testa sul cuscino,
ripenso al suo profumo
che manca quasi da un anno.
I pensieri si mischiano
nel vorticoso fumo,
di una sigaretta spenta come il mio viso,
e girandomi intorno noto una sua foto,
sbiadita e in bianco e nero.
Nel momento in cui la prendo,
mi sembra di avvertire il suo modo di fare dolce e solitario.
Mi alzo atterrito,
e vedo da lontano
un piccolo passero caduto dal nido,
tremante e solo in balia del vento.
Come mi assomiglia nel momento di oblio,
dolce, tremante, e solo,
aspetta con tutta la sua tenerezza un aiuto.
Allora lo prendo tra le mani.
Potresti volare gli chiedo,
ed il passero fissando
il mio umore, risponde muto,
sincero e certo che è più facile risalire al nido,
se non ascoltiamo in noi quel maledetto
e bellissimo di Albinoni Adagio.

 

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6 commenti:

  • Rosarita De Martino il 05/04/2013 15:45
    La tua poesia è soffusa da una dolce malinconia, ma presto riappare la capacità di sperare nell'aiuto che tu offri al passero abbandonato. Con simpatia. Rosarita
  • Manuela Magi il 11/11/2010 16:53
    È capitato proprio nel momento giusto, quel passerotto.
    Ho trovato la tua poesia, dolcissima ma colma di forte rimpianto e solitudine.
  • laura marchetti il 10/11/2010 22:53
    DOLCISSIMA!!! MENTRE LEGGEVO LA POESIA SENTIVO LA MUSICA, DEI TUOI VERSI, E DELL'ADAGIO CHE ADORO...
  • loretta margherita citarei il 10/11/2010 21:38
    bello l'adagio, piaciuta molto
  • Daniela Di Mattia il 10/11/2010 14:16
    Che dire Antonio dai tuoi versi si capisce quanta sofferenza c'è nell'abbandono e quanto si ha bisogno di aiuto per pecuperare e tornare a vivere nel proprio nido. Bellissima poesia. Ti abbraccio
  • mariacarmela cortese il 10/11/2010 12:16
    ripenso al suo profumo
    che manca quasi da un anno.

    ... nulla di tutto ciò che scrivi ho mai conosciuto, tranne l'Albinoni...
    beh, questo passero che sia vero o sia metafora è una gran bella cosa, lui con le sue ali può dare l'opportunità di arrivare più in alto di dove siamo caduti. o almeno di concederci la possibilità del dubbio.
    Leggo molta dolcezza oltre la malinconia. Ma laddove c'è la natura, sia vera o sia finzione, c'è un incontro che nasconde un velo di ottimismo, per quella sua forza, per quella sua prepotenza, per quel suo sapersi rinnovare e trascinare dietro sè tutto e tutti. incurante, ma curativa. Una volta quando ero ragazza e mi sentivo triste andavo in una oasi wwf, lì c'era sempre una gazza pica che svolazzava anche fuori dai recinti. Fu un incontro meraviglioso: era addestrata ovviamente, ma vedermela saltare addosso, sulla testa, sulle braccia, beccarmi il viso senza farmi male, mi riempiva così tanto il cuore che sentivo come se le sue ali divenissero mie.
    Il Signore fa sempre le cose per bene.

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