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Un'altra presa nella Rete

Strana cosa mi è capitata
mentre nuotavo in mare aperto;
non ero sola, in tanti eravamo
ad inseguire lo stesso sogno.

Come un banco di pesci
ci muovevamo insieme nel mare,
a volte calmo a volte tempestoso,
ma la nostra unione era la forza.

Ad un certo punto scarseggiamo;
molti di noi al chiuso si ritirarono,
scoprendo un nuovo mondo, un nuovo modo
di conoscere tutti essendo amici di pochi.

Pensavo che gli scomparsi
si sentissero tristi e soli e,
senza buon esito, li cercai
ma non laddove avrei dovuto.

Poi seppi che fra loro si riunivano,
organizzavano feste,
si sentivano ogni giorno
e capii che la sola ero io.

A nessuno più importava
del contatto umano,
del rapporto io-tu buberiano,
erano stati presi nella Rete.

Mal capivo il loro modo di comunicare,
nuova Torre di Babele
sembrava esser stata costruita;
strane abbreviazioni senza influssi dialettali.

Sembravano stranamente tutti uguali
ed io mi sentivo terribilmente diversa.
Della mia migliora amica sapevo
solo ciò che lei mi confidava.

La differenza fra me e loro
è che io sapevo lo specifico di poche cose
ma loro sapevano il superficiale di tutto,
di tutti loro misteriosamente sapevano.

Mi incuriosivano, ma il loro mondo
mi faceva paura, mi terrorizzava.
Il mare aperto era pieno di pericoli,
ma il loro mondo li avrebbe imprigionati per sempre.

Ma loro erano felici prigionieri,
presi nella "rete"; si sentivano
i padroni di una nuova navigazione;
così vicini e così terribilmente soli.

Oggi sono qui a sfruttare il loro mondo
per comunicare le mie emozioni,
parlo la loro lingua, getto via carta e penna
e mi accorgo che sono solo un'altra presa nella "Rete".

 

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0 recensioni:

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12 commenti:

  • Matteo Marti il 14/12/2010 23:01
    Brava... e tradisci anche... perchè se non lo hai fatto fino ad ora... era per un motivo valido... forse un patto con te stessa, con un altro come te, forse perchè appunto non ti vuolevi confondere con gli altri come scrivi... ma questa rete, non è così pericolosa come dici tu.

    Matteo
  • Anonimo il 18/11/2010 14:51
    tristemente bella... belle parole davvero
  • Daniela Di Mattia il 17/11/2010 14:13
    Io l'adoro la rete ci proietta nel mondo... virtuale sì ma che diversamente non avremmo mai conosciuto e poi sono d'accordo con Nicolas questa è una rete a maglie larghe... Comunque apprezzata!
  • Valerio Trocchi il 16/11/2010 17:11
    Una triste realtà-virtuale, condivido e apprezzo le tue parole.
    Mi piace.
  • Anonimo il 16/11/2010 16:51
    Ci sono vari tipi di "rete", questa qui è a maglia larga, se vuoi riesci a sfuggire per ritornare in mare aperto!
  • Anonimo il 15/11/2010 10:37
    Satira pungente e amara.
  • Aedo il 14/11/2010 18:45
    E oggi, Beatrice, moltissimi sono imprigionati nella rete, senza consapevolezza e privati di ogni tipo di fantasia. Dobbiamo insistere nei nostri sogni, perché qualche folle che voglia credere ai nostri ideali, lo troveremo di sicuro. Bellissima poesia!
    Ciao
    Ignazio
  • ELISA DURANTE il 12/11/2010 08:34
    La "rete.. nuova torre di Babele..." che incute timore ma ci attira, come la luce di un lampione attita le falene... molto piaciuta!
  • Hamid Misk il 11/11/2010 20:40
    Non sei stata presa dalla rete.
    la verità è che sei tu quel folosofo che guarda dalla propria finestra quel mercato.
    conosce i suo personaggi, la loro umanità e le loro furbizie. Spesso gli è capitato di avere a che fare con loro. non li ama e non li odia nemmeno. Ma nel contempo non può fare a meno d'osservargli. Lo spettacolo è sempre più intrigante.
    ciao Beatrice e brava pel pensiero.
  • tania rybak il 11/11/2010 17:40
    ogni cosa va usata con la giusta considerazione delle conseguenze, la rete non deve imprigionarti, come un pesce fuori d'acqua, devi essere tu il pescatore, che la butta e pesca informazioni e amicizie giuste, naturalmente con molta cautela, belle riflessioni
  • laura marchetti il 11/11/2010 16:38
    IO L'HO SCOPERTA PER CASO E... MI SONO RICREDUTA, FORSE IL SUO NEO Eì CHE ALLONTANA LE PERSONE VICINE
  • Giuseppe Amato il 11/11/2010 14:36
    Riflessione sociologica molto condivisibile... difficilmente esprimibile in termini poetici perché pregna di concetti articolati... comunque hai espresso benissimo la vittoria del relativo!!!! Tutti nel sacco del sacco... insieme dentro un insieme prigionieri di bolle..

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