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Esilio

Gli occhi umidi che nascondono le lacrime,
il volto sofferente e il cuore nel pugno,
i denti stretti per non far sentire il grido del dolore
d'avanti a tuo figlio, piccolo e indifeso, che non smette di piangere, sentendo istintivamente il momento dell'abbandono.
Il treno sta partendo e tu, giovane madre, non riesci a staccarti da tuo figlio per andare in un esilo dovuto alla disperazione, ammarezza e frustrazione contro un destino non scelto.
Una piccola valigia, un portafoglio pieno dei sogni di un futuro migliore e il biglietto molto caro, pagato a prezzo di separazione dalla tua famiglia.
Dentro un vuoto, che dovrà essere riempito un giorno, un giorno pieno di gioia e prosperità, che non potra mai però sostituire i giorni quando eri lontano, ma un giorno, che non dovrai più separarti da tuo figlio, che ormai è diventato grande

 

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3 commenti:

  • Claudio Amicucci il 30/09/2007 19:34
    Brava Tania, hai descritto benissimo lo stato d'animo di chi, immagino come te, parte per trovare un futuro migliore, lasciando ciò che gli è più caro.
    Se hai un figlio spero tu sia riuscita a portarlo con te successivamente. Ciao Claudio
  • augusto villa il 07/04/2007 13:22
    ... si toccante, Tania...
    Ricorda che un sacco di gente ti vuole bene...
    Tornando allo scritto... chiara ben scritta lucente come una lama che entra nel cuore... 10
  • Riccardo Brumana il 06/04/2007 23:39
    toccante...

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