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Campagna

Quando nella campagna,
giocavi a fare la principessa,
e ti smarrivi nell' erba alta,
cadendo con la tua faccia,
sulla mia schiena,
mi lanciavi un sottile sguardo.
La polvere che alzavi,
diveniva una tenda
e timidamente afferravo la tua guancia,
poi ti sfioravo i fianchi
mentre le cavallette saltellavano stordite.
Il grano alto ti omaggiava,
come un ridicolo borghese si inchinava,
e tu lo appassivi con i tuoi occhi.
I solchi tracciati nella terra,
dove barche di foglie
erano crociere in miniatura
si arenavano prima di partire,
erano segni di premonizione.
Allora tu le davi un soffio,
e tutto il resto era magia.
Sei finita chissà in quale campo,
ed ora soffi con le stoffe di seta,
magari le barche che usi sono di carta di zecca.

 

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3 commenti:

  • Daniela Di Mattia il 13/11/2010 09:58
    È bellissima... però le cavallette... le detesto!!!!
  • laura marchetti il 12/11/2010 21:45
    bellissime immagini...
  • mariacarmela cortese il 12/11/2010 18:20
    ora soffi con le stoffe di seta...
    beh, non c'è che dire, il contrasto che poni tra il testo e la sua chiusa è palesemente triste verità del dispiegarsi umano. Capacità introspettiva, tono sognante, richiamo alla realtà... la semplicità dell'essere bambini e, un tempo, del saper essere tutti uguali stona con ciò che la vita poi ci rende dopo.
    Sognante racconto, valida metafora, purtroppo vana ma, come tutte, eterna speranza.

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