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Anfiteatro grigio

Dove vi era quell' anfiteatro
di cemento grigio e nero,
sognavamo il nostro destino.
Eravamo attori di una sceneggiatura
non calibrata non scritta,
tutta basata sull' istinto.
Le tue parole confondono i sentimenti,
e le tue movenze sono lamenti,
segni inequivocaboli di allontanamento.
Allora cercavo pigro,
di portarti al centro della scena.
Notavo che eri già di altri copioni,
e continuavo lo stesso
a fare un dispetto al mio cuore.
Il mio amore
non era il tuo pubblico,
ma sapeva recitare piano.

 

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4 commenti:

  • karen tognini il 14/11/2010 14:04
    Il mio amore
    non era il tuo pubblico,
    ma sapeva recitare piano.


    Complimenti...è bellissima...
  • Daniela Di Mattia il 14/11/2010 13:50
    ' difficile riuscire ad amare chi...è "già di altri copioni"
  • Anonimo il 14/11/2010 09:03
    Un passato che ancora mormora, un dolore che è ancora vivo... una poesia genuina, scritta bene...
  • laura marchetti il 13/11/2010 22:27
    Lo spettacolo dell'amore apre sempre il sipario, a volte ci vede comparse, altre volte protagonisti...

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