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La nonnetta fuori scuola

La mattina era sempre là,
lungo le mura della scuola elementare.
Proprio accanto al cancello dell'entrata.
Stava là seduta, dietro al suo piccolo banchetto,
su cui di se facevan bella mostra:
le palline di terracotta colorate, le figurine,
le collanine di piccole perline,
di cui le bambine n'erano estasiate,
le pesche reali, e liquirizie.
Era là, con lo scialle di lana sulle spalle,
con uno scaldino a carbonella,
posto ai piedi per scaldarsi,
ed in testa aveva uno zucchetto.

In quel mozzico di spazio,
ed in quell'angolo di muro,
si sentiva come fosse a casa sua.
Da lì, scorgeva un angolo di cielo,
che s'affacciava fra i rami ed i palazzi,
e lo scorcio di un recinto di giardino.
Allora dell'uscita dalla scuola, gran cagnara lì al banchetto,
chi voleva le palline, chi chiedeva figurine,
chi la pesca o le perline.
La donnetta poverina,
con pazienza all'or tentava,
con la dolcezza di una mamma e la calma di una nonna,
d'accontentar chi c'era prima.

Poi, finita la buriana, richiudeva il suo banchetto,
e lentamente s'avviava al circolo San Pietro,
là mangiava un piatto di minestra,
e per secondo quello che ci stava.
Poi, con il peso sulla spalla, sotto un cielo che pigro la guardava,
su verso il dormitorio delle suore si recava,
ove stanca finalmente riposava.
Un mattino più non venne, il muro restò per sempre solo,
e di lei, nulla più, nessuno seppe.

 

l'autore bruno guidotti ha riportato queste note sull'opera

Questa mia poesia, vuol far conoscere una figura tanto comune negli anni: fine quaranta, primi cinquanta. Ho voluto dedicargliela, in quanto è rimasta cara nella mia memoria.


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6 commenti:

  • gianni castagneri il 28/02/2014 05:56
  • Anonimo il 10/04/2011 21:32
    si Bruno poesia è anche tornare indietro e ricordare e descrivere figure d'altri tempi che ci hanno accompagnato nella nostra infanzia... che ci hanno fatto sorridere... anche gente emarginata da tanti, ma amata da noi bimbi riconoscenti per le piccole coccole... caramelle, zuccherini o caldarroste per riscaldare le nostre manine... che bello io avevo due lunghe trecce nere... che mi arrivavano alla vita...
  • Aedo il 18/12/2010 16:05
    Mi hai fatto andare indietro nel tempo, Bruno, quando noi scolari sognavamo di fronte alle novità delle bancarelle. Adesso farebbero ridere i moderni studenti, ma per allora si trattava di qualcosa di meraviglioso. Bravissimo!
  • loretta margherita citarei il 25/11/2010 21:46
  • laura marchetti il 25/11/2010 08:25
    bellissima! un ritratto disegnato con la tua immensa sensibilità... mi hai fatto rivivere momenti già vissuti... comparse della mia esistenza ma che hanno lasciato il segno
  • bruno guidotti il 24/11/2010 20:06
    La poesia non è parlar d'amor soltanto. Sia ch'esso sia beato, sia ch'esso sia dannato.
    Ma poesia è tutto ciò che ci circonda, ma che noi sordi e ciechi non amiamo.

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