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Parole impronunciabili

E le parole più profonde
A volte sono nei silenzi
Perfette come cifre tonde
Non le ascolti ma le pensi

E pensare per non parlare
Ma per il solo gusto
Di ascoltare
Ciò che tu ti volevi dire

A volte penso che sia il solo
A stare fermo mentre volo
A volte rido perché se piango
La mente da neve diventa fango

E sono sporco questa sera
Sporco di illusioni
Che gocciolano come cera
e mi cambiano i colori

Se era bianco vedo nero
Se era rosso vedo grigio
E se tolgo quel velo
Non resta che un miraggio

È il miraggio che mi cambia
Una lotta eterna ed infinita
Come l'onda con la sabbia
Per chi arretra non c'è vita

Ci sente un po' immortali
Quando si è in compagnia
Non ci si sente tali
Quando soli e in agonia

Lo so che è triste
Non c'è festa e non saltella
Ma il pensiero insiste
E in testa mi martella

Il motivo per cui scrivo
Mi è ignoto non lo nego
Fin quando sarò vivo
Io scrivo e me ne frego

Perché mi parte da dentro
Questo impulso d'espressione
E non lo fermo se non centro
Il punto della questione

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4 commenti:

  • Anonimo il 24/12/2010 08:38
    Forse le stelline di gradimento fanno le bizze...
  • Anonimo il 24/12/2010 08:37
    D'accordo con Elisa... però, anch'io a volte scrivo sotto effetto ipnotico di quello che tu chiami con simpatica espressione "flusso di coscienza"... ed a volte escon da sole alcune rime... il cercarle invece limita molto il flusso... allora la poesia è di altro tipo, più meditata e più costruita. Io scrivo spesso anche in rima... dipende. Bravo comunque... ciaociao
  • Federico Di lembo il 30/11/2010 12:42
    Si lo trovo anche io!!! È che ho un brutto vizio, quando scrivo le poesie adotto la tecnica "flusso di coscienza", le scrivo tutte d'un fiato... lavorerò sulla pazienza, e sul giusto tempo di composizione!!!!
  • ELISA DURANTE il 30/11/2010 08:50
    Poesia introspettiva dai contenuti profondi che perde un po', a mio parere, per l'uso delle rime a volte forzate. Ci lavorerei un po' su.

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