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La zattera di pietra di Saramago

La penisola iberica si stacca dal Continente e diventa un'isola che va alla deriva sulle onde dell'Atlantico. La gente è spaventata, stupita, incuriosita. Portoghesi e spagnoli, incalzati da reciproco odio, marciano in direzioni opposte con tutti i mezzi di trasporto e con molto clamore: per fuggire, per la speranza di realizzare affari vantaggiosi, per vedere la voragine che ha sconvolto la geografia. Ma nessuno percepisce il senso profondo del prodigio che si è verificato in concomitanza con altri prodigi che hanno investito con magica e profetica potenza un pugno di uomini e donne protagonisti del romanzo. Il prodigioso che hanno in comune li fa incontrare, ne fa inseparabili compagni di viaggio, li rende fratelli, ne esalta l'umanitàI
Il prodigio, in Saramago, diventa poesia, metafora, denuncia, utopia. Sentimento e razionalità si mantengono in un raffinato equilibrio che salva il sentimento dalla caduta nel sentimentalismo e la razionalità dalla freddezza dell'intellettualismo. L'amore sgorga dal connubio del paradosso e della poesia, la tristezza non è mai disperazione, la speranza che si intravede come la luce di una magica notte delle ultime pagine del libro, non scade nella banalità.
Infine, grazie a Saramago per aver scolpito, con forte e severo amore, tre
splendide figure di donna.

 

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