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Donna di calendari

Sei Donna di Calendari,
neppure ti raggiunge il sogno;
ed ora che s'è dileguata, vissuta,
anche l'ultima goccia d'inchiostro,
m'è rimasto il dubbio ch'esisti.

Schiocca il tempo
corde di sinopia,
tra il tuo ed il mio;
frusciano via,
petali sfogliati,
le tue pagine cliccate.

Ma se un raggio di sole, irrotto
nel pertugio del mio limite,
farà nascere dal tuo silenzio
il mio nome,

ed avrai per me almeno un'ora
dei tuoi sonni persi,
allora portami con te:
vetrina
agli sguardi d'una mattina.

Lascia la cioccolata sulle labbra
per il sorriso buffo d'una fotografia,
specchierò negli occhi la felicità
e lascerò che il mio sangue
catturi ogni goccia del tuo respiro.

Ora nella mente,
asciutta del tuo ricordo,
chiamo l'apparire
di silenzi d'ambra bruna
a ritrovare ancora,
tra rocce d'ossidiana,
il tuo negativo...
il fantasma della luna.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • rosanna gazzaniga il 03/02/2012 22:15
    Stupenda lirica! L'ammirazione per una donna persa nel tempo e così bella da averne segnato con la sua impronta ogni giorno. Ormai lontana tra luci e ombre lunari! La trovo bellissima, complimenti!

2 commenti:

  • Amorina Rojo il 11/12/2010 10:17
    bella... molto particolare... bacino
  • laura marchetti il 11/12/2010 09:29
    PERMEATATA DI DOLCEZZA E NOSTALGIA... NON C'È RANCORE, SOLO IL TOCCO LEGGERO DELLA TUA PREZIOSA PENNA CHE GIRA LE PAGINE DI UN RICORDO, COME UN CALENDARIO DI CUI CI RIMANGONO LE IMMAGINI MOLTO BELLE, MENTRE I GIORNI SON VOLATI VIA...

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