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Il giardino del re

Sarà un murmure di sterpi
a trasalire dal balzo del gatto
arrufato dal vento gelido
che s'annuncia come sibilo
tra ramature d'albero
Sarà un rombo che ingrossa
da motori a gasolio
svanito tra i solchi di terra
limati dall'amara bracciata dell'aratro
sotto le chiome svelate del noce
a lasciarmi il tempo lento
di queste stagioni
che mitigano l'ascesa mia vita
Non posso compitare macerie di parole
e versi piatti
che non lasciano
le compresse di terra
per salire sul verdebruno del pino
in uno slancio
che discopre dall'altura
architetture nuove
In un avanzo di cielo
attenderò l'arrivo
di frotte d'uccelli
e il loro profumo
che non s'intrappola
nelle nostre strette strade
e che allo zoccolio dei nostri passi
paurosi
rispondono con vampate
di voli dispersi
in un cerulo arco d'orizzonte
che l'insostenibile fremito
sottraggono alla morte
In una fuga di parole che s'infinita
sovvertendo ogni disegno
che all'incompiuta erba dei volli dell'infanzia
oppose i limiti del giardino del re
i miei versi voglio offrire
a chi sa darli in pegno
alla propria sorte
per scamparla all'avarizia
d'una quotidiana rassegnazione

 

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1 recensioni:

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  • Antonio Tanelli il 05/06/2016 20:53
    Opera piuttosto complessa da decifrare, almeno per me ma che al contempo incanta con le sue metafore.

0 commenti:


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