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Saraceni

Nessuno si accorse delle vele nere
neppure il giovane della torre di guardia
occupato com'era a mangiar pane e cipolle.
Nessuno sentì il tonfo delle ancore
che sprofondavano nelle acque scure,
né il sordo fruscio di prore acuminate
che penetravano la sabbia della riva.
Solo il pastore salito anzitempo
alla collina con le sue capre irsute
annusò l'acre odore degli incendi,
ma non poté sentir le invocazioni
laceranti e vane dei fanciulli
gettati a forza sulle agili scialuppe.
Salparono le ancore e si gonfiarono
le nere vele della mezzaluna,
lasciando rovine fumiganti, gole tagliate,
petti squarciati dalle ricurve lame.
Del bianco borgo là sulla marina
solo il nome rimase nel ricordo
delle genti salite sopra il monte
a edificare case sulla nuda roccia.

 

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2 commenti:

  • vincent corbo il 18/12/2010 11:36
    Un bellissimo affresco molto particolareggiato, quasi tridimensionale.
  • Verdiana Maggiorelli il 17/12/2010 18:48
    Ci sai fare con la penna!
    Con pochi tratti, hai saputo creare immagini e atmosfere
    di uno scempio, di cui si sente persino l'odore. Struggente il finale.
    Complimenti.

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