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Il regalo

Da tue
indefinite mani
l'ho ricevuto
anni fa
quando sciolse
qualche mia benda
e mi indicò
il perfetto respiro
il ritmo
del darsi e del dare
inconsapevolmente
ricevendo
come pista sgombera
questo circuito di vita.
Non è questo mio corpo
il confine
che mi fa dimensione.
Non sono nemmeno
le mie ali, la mia mente
il ceppo duro che sono
su cui scalpelli risoluti
lavorano e con cesoie
affilate i residui tenaci
asportano.
No, non sono io
il mio confine dunque
ma solo ciò che faccio
e desidero e penso
il mio respiro di notte
quando il sè
s'allontana sfarzoso
e schiude le mie pareti
di vita.

 

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2 commenti:

  • Nicola Saracino il 28/09/2011 15:05
    Uno scoprire scrivendosi, uno scoprirsi scrivendo. "Non sono io il mio confine..." e quindi non c'è confine per questa liquidità dell'io... Letta più volte, per immergermi nei cunicoli di vita e riempire quelli ciechi. N
  • ELISA DURANTE il 02/01/2011 19:23
    Profondissima, suggestiva e filosofica, oltre che introspettiva. Complimenti!

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