PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Il tuffo

Acqua e sudore
dolcemente scendono
dalla mia fronte
sicure e leggere
come uno sciatore
in discesa libera
mentre avvolto
dal vapore acqueo
lentamente
lascio andare
contrazioni ed ansia
sul fondo della mia vasca
e la mia bocca
si incurva in un sorriso disteso.

Solo,
in compagnia soltanto
del riverbero lasciato
dalle gocce che cadono
sullo specchio dell'acqua
dal rubinetto
e che dolcemente mi culla
il sipario palpebrale
cala sul palco delle mie iridi.

Ad occhi chiusi
osservo dalla platea
della mia solitudine
le sconfinate e gelide
acque della memoria.
Respiro,
mi tuffo a candela
e sento il gelo
lentamente avanzare
lungo il mio corpo
a mano a mano
che penetra in acqua
fino a che essa
non sigilla i miei piedi.

Risalgo battendo le gambe
ma rimango impigliato
in alghe di rabbia.
Con gli occhi sgranati,
il cuore in gola,
grido,
ingoio rancore ed acqua.

Annego
e chiudendo gli occhi
sul fondo marino
li riapro avvolto dal vapore...
... Sono solo,
in compagnia soltanto
del riverbero lasciato
dalle gocce che cadono
sullo specchio dell'acqua
dal rubinetto.

 

2
9 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

9 commenti:

  • Alessandro Moschini il 24/12/2010 00:58
    Buon Natale a tutti.
  • loretta margherita citarei il 21/12/2010 20:35
  • calogero pettineo il 21/12/2010 13:41
    versi che trascinano.
    molto bella.
  • Giacomo Scimonelli il 21/12/2010 13:09
    tra le tue più belle...
  • Alessandro Moschini il 21/12/2010 12:25
    Grazie a tutti di cuore. Buon Natale.
  • Simone Scienza il 21/12/2010 09:45
    pardon... dovremo provare... con una M
  • karen tognini il 21/12/2010 09:36
    Bellissima Ale...
    mi sorprendi sempre...
  • Simone Scienza il 21/12/2010 09:34
    Ad occhi chiusi
    osservo dalla platea
    della mia solitudine
    le sconfinate e gelide
    acque della memoria.

    La morte, un'apnea che dovremmo provare,
    sperando di adagiarci in un oceano di pace
    senza impigliarci in nulla

    Metafore bellissime e molto suggestive
    piaciuta moltissimo, bravo bravo
  • Anonimo il 21/12/2010 09:32
    sentimenti... sensazioni...