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Annus

Rimbombo di parole e frasi
eco dei pensieri e delle azioni
di migliaia di generazioni,
messo in ordine in testa
per parlare all'avvocato
all'oncologo al Signore.

Rimbombo affettato come un salamino
davanti ad un camino acceso
tagliandosi il dito
- massima delle sorprese -
oppure affettato come un ghigno artificiale
sorprendentemente trasformato
nel passaggio dall'orecchio al dito
il dito che scrive
- massima delle imprese -.

Mi domando
come si starebbe nel silenzio
di un pensiero che riposa
stanco di precedere o seguire
o di evitare le sue azioni
che non fa eco perché non si esprime
e non si esprime perché è già comune
a chiunque sia in grado di pensare

e mi ritrovo ad aspettare
il respiro senz'aria
il canto senza voce
l'amore senza volto
davanti ad una porta chiusa.

 

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8 commenti:

  • Anonimo il 08/01/2011 12:05
    Ho letto alcune volte la poesia, e non per capire che hai scritto, il significato non lo cerco in nessuna poesia, ma cercavo il non scritto, sì, si trova proprio lì la verità della tua poesia. È un caso unico, in tutta la letteratura (modesta di volume) che ho letto.
    Io ho anche scoperto che non sono degna di commenti, di alcun genere, però, mi e' sembrata molto adeguata una poesia da riportare come commento-guida della presente:

    "Sul bagnato di parole
    una matita drena
    le mie certezze
    per capillarità

    La verità
    attraversa
    nel buio"

    Lapi Niger, tanto amata da me.
  • Nicola Saracino il 06/01/2011 21:08
    Caro Giuseppe, anche se non ci fossi tu, nella categoria degli "onesti lettori", ci sarebbe Mario certamente!
  • Giuseppe ABBAMONTE il 05/01/2011 10:17
    Nicola
    spero che dopo aver letto il mio commento tu inserisca anche me nella categoria degli onesti lettori piuttosto che in altre meno lusinghiere.
    Anch'io, come Danilo, credo di afferrare chiaramente il contrastro tra le prime due strofe, in cui il rimbombo assordante circonda il protagonista della poesia come anche i suoi lettori, e le ultime due in cui è "il silenzio di un pensiero che riposa" a costituire lo scenario prevalente.
    E non ti nascondo che, se fosse lecito (ma so benissimo che non lo è esprimere un giudizio su di una sola parte della composizione, attribuirei la mia netta preferenza alla seconda rispetto alla prima. La vedo più "crepuscolare" e, trovo, si addica di più al mio personalissimo sentire.
    Ieri ho letto la tua poesia con mio figlio Mario. Non ci ha capito molto, il che mi ha confermato quello che pensavo.
    E cioè che l'opera non è rivolta a ragazzi di vent'anni. Essa sembra dirigersi a chi ha già una vasta esperinza di vita, chi sa capire che il canto senza voce può comunicare più di mille discorsi, chi sa preferire l'eco del silenzio di un amore senza volto, che può essere eterno, al frastuono assordante del rimbombo di sentimenti che esplodono, salvo durare quanto un fuoco di paglia.
    E a chi desidera ringraziarti di aver confezionato questa ulteriore perla.
    Buon anno Nicola
    Giuseppe
  • Nicola Saracino il 03/01/2011 20:38
    Ogni tanto, quando i commenti sono così sentiti, non è poi tanto sbagliato che anche l'autore intevenga a commentare se stesso.
    Le nostre espressioni sono affettati di un salame universale, pezzetti di semplice forma di un rimbombo cosmico, spesso tagliati male, come farebbe un macellaio in erba, oppure "tagliandosi il dito", massimo dolore che può dare sul momento un'espressione grossolana, sbagliata... Una pretesa poesia è un taglietto per chi l'ha scritta, mica un'emorragia. "Affettato" poi significa anche un'altra cosa, richiama la falsità che si introduce nel passaggio dall'ascoltare al parlare. Per il resto... c'è poco da commentare.
    Ringrazio Laura per il buon gusto, mentre Vincenzo e Danilo restano onesti lettori, come se ne trovano pochi.
    Questa "Annus" è una risposta. Invito Helga a posizionare in più degno luogo la poesia che ha scritto qui sotto.
    Nicola
  • Anonimo il 03/01/2011 17:47
    decido di fermarmi sull'orlo del precipizio dell'ultimo grano della
    clessidra.. dentro a bere il silenzio della mia assenza... ma e' un attimo
    e gia' cadono i detriti dalla montagna e tutto implode dove nulla mai si ferma
    neanche il vuoto che si espande..
  • laura cuppone il 03/01/2011 11:40
    splendida...

    titanica impresa... direi...
    il silenzio
    l'mplosione sorniona
    di una domanda comune...

    adoro i tuoi brusii
    cleptomani...

    che buon anno sia

    che sia
    ameno
    soltanto


    ...
    Laura
  • vincent corbo il 03/01/2011 11:02
    Il fragore della vita e dell'alternarsi delle generazioni contrapposto al silenzio di un'attesa, chiudere una porta e domandarsi dove si sta emergendo; forse in un luogo dove tutti i rumori e i volti e i calendari non hanno ragione di esistere.
  • Danilo Carli Stranich il 03/01/2011 10:18
    ci sono passaggi che, per modestia del mio intendere, non riesco a capire, ad afferrare; mi pare bello, ad ogni modo, il contrasto che si viene a creare tra la prima strofa, dove si parla di rimbombo e l'ultima, dove il canto diventa senza voce. ossimorica e tagliente.

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