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Mai più parola per te

Queste parole
che tanto spesso
hanno espresso vita
masticandola
ed ingoiandone l'essenza.

Queste parole sentite:
a volte dolci e suadenti
e ricamate di fili
sottili di gioia;
a volte crude e cruente
e strappate
da lacere pustole
macilente e mendaci
e, a volte, riflesse
e rindondanti di suono
eppur sempre imperfette.

Queste parole
ossessive e assassine
dei pesi graditi
come dei grevi
che aleggiano danzanti
sull'animo mio.

Ebbene, queste parole,
queste maledette parole,
mai più rapiranno,
sfioreranno o guarderanno
la tua figura,
amore!

 

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6 commenti:

  • Chirio Giocoliere del Verbo il 11/01/2011 19:43
    speravo che il suono fosse coadiuvato allo spirito del testo
  • Don Pompeo Mongiello il 11/01/2011 19:32
    Esposizione ben fatta, poesia piena di significati alleggeriti da una certa musicalità. Complimenti!
  • Chirio Giocoliere del Verbo il 05/01/2011 13:23
    cerca il mio testo "macerie" e forse cogli cos'è per me ciò che scrivo, è come avere un peso sullo stomaco e trasformarlo in un accessorio molto glamur che diventa motivo di vanto perdendo la sua essenza di peso indesiderato.
  • laura cuppone il 05/01/2011 12:25
    ... come aver paura di esporre in casa
    fotografie
    per non guardare in faccia il ricordo
    ma tenerlo solo per sè...

    ho capito male?

    forse si...
    okok
    rileggo il tuo commento...é meglio..
  • Chirio Giocoliere del Verbo il 05/01/2011 12:20
    te la spiego così che torni più chiara, mi è stata ispirata da due film: "l'occhio che uccide" e "la follia di barba blu", in entrambe il protagonista uccide la musa o la modella della propria arte e quindi rifiuta di ritrarre la propria amata, io l'ho letta come una metafora a me molto vicina che si spiega anche nel mio componimento "macerie". ciò che scrivo è uno sfogo di una sensazione che, dopo che diventa scritto, non mi appartiene più... così uccido i malumori ma mi privo anche del loro opposto se diventano oggetto dei miei componimenti quindi, in un certo senso, ne uccido l'essenza per lasciare solo uno scritto che poi valuto unicamente con l'occhio critico di un artigiano che rimira il suo operato. per questo ho deciso di non scrivere più di ciò che nella mia vita esiste in maniera duratura e a cui tengo particolarmente per evitare diventi SOLO uno scritto.
  • laura cuppone il 04/01/2011 17:36
    una minaccia che terrorizza
    alcuni
    più che ogni altra...
    io la prenderei sul serio... e ne sarei
    intristita e preoccupata...

    é vero
    le parole muoiono o vivono
    ma restano
    più del segno d'uno schiaffo
    più del sapore di un bacio...

    piaciuta!
    Laura

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