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il soldato

IL SOLDATO

Quando sei partito ti ho salutato,
per un viaggio non desiderato.
Tanti auguri ti ho detto,
e avevo il rispetto,
di una persona pronta a partire al comando,
ma poco felice di quello che diveniva il mondo.
Un casco verde ti hanno regalato,
per farti felice e non pensare al reato,
che la su dovrai avere.
Un fucile ti hanno mostrato,
ma con la paura lo hai accettato,
consapevole di non voler essere armato,
te ne sei andato.
Una mimetica hai indossato,
per compiere il reato.
È l’uniforme che ricopre la tua gente,
ed i tuoi amici l’anno impressa nella mente.
Spara ti prego,
che ha correre non ce la faccio più,
il nemico mi guarda da dietro.
Spara ti prego,
ho le mani consumate sul grilletto,
ora mai sembrano un gessetto,
consumato dalla adrenalina che in battaglia metto.
Il nemico lo guardo da giorni,
sembra che lo conosca da anni,
ha paura come me dei lampi,
e si rifugia tra i campi.
La stagione è passata,
e la fatica se né andata.
Ora pensano che tu sia stato coraggioso,
ma non sanno quanto sei stato vergognoso,
per quello che vedevi,
te ne andavi e piangevi.

 

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