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E ti osservo

Ti osservo mentre lenta entri nella stanza
Il tuo passo è leggero di attenzioni
deciso nel riempire il vuoto dello spazio.
Lasci all'entrata la borsa di cuoio scuro e maltrattato,
deponi nella terra di nessuno l'ascia di guerra.
Ogni mattina con te, pronta a scannare chi si avvicina alle tue ciglia

Ti osservo mentre ti rilassi a cavallo della sedia
le tue braccia lunghe e diafane sanno di sudore e freddo.
Ti carezzi le caviglie, le tue mani alzano appena la lunga gonna,
ogni giorno la indossi sul tuo corpo, a scudo attorno al tuo corpo

Ti osservo tendere e ammorbidire i muscoli del collo.
Capelli sciupati e ritorti dalle mille scorie della giornata
ora respirano aria che sa di sapone pulito.
Indolente li getti sulle spalle e li spandi,
come velo di giovinetta riprendono vita dando forma al tuo viso.

Fine è il tuo profilo, lame di occhi tagliano l'aria,
guardano ma non vogliono essere osservati.
Denti aguzzi, labbra sottili sorridono appena,
paiono calamite alle quali è impossibile rinunciare.

Denti aguzzi e ambrati, denti ai quali il mio collo si concede.
Come vampiro succhi la linfa per sopravvivere.
Impaurita di non arrivare alla notte successiva senza me

Ti osservo mentre cado nei tuoi occhi ghiaccio
di lato ti porgo il mio collo.
Le tue mani nervose dilaniano la mia pelle
squarciano i miei muscoli.
Aspro e dolce è morire per vivere ogni notte dentro di te.

E ti osservo e mi osservo,
una carne,
una goccia di sangue.
Fragili e ostinati, eterni

 

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5 commenti:

  • Mattia Gatti il 10/01/2011 00:49
    No problem per Marinetti, anche a me non piace più di tanto il risultato. Anche se ogni tanto scombinare le regole può essere utile (ma non sempre).
    Semplicemente trovavo la citazione adatta a replicare alla sintetica castratura da parte di Jack.
    Della serie: ecchissenefrega della metrica.
    O meglio, vabbè ok la metrica fa acqua, ma il resto che fa?

    Oh se pensate che fa c... are fate finta che non abbia fatto la domanda. Frequento il sito da poco tempo e non ho ancora gli anticorpi necessari per sopravvivere al notevole livello di acidità che scorgo qua e la; non di Jack, lui è melenso a confronto.
    Ciao!
  • Anonimo il 08/01/2011 14:31
    Benchè io rispetti quasi tutte le manifestazioni artistiche e riconosco l'importanza dell'idea futurista ( anche se non la condivido ), mi sembra fuori luogo portare come esempio il punto di vista di un movimento di rottura ( nato ed estinto cent'anni fa). Insomma non è che Marinetti sia stato tra i più grandi poeti italiani, e trovo la tua risposta un poco saccente di fronte ad un dibattio che va avanti da secoli e che riguarda Estetica, Teoria della Lettaratutra, Storia della letteratura, Linguistica e mi fermo qua... e non mi si venga a dire ( ma non ce l'ho con te ) di essere Avanguardisti. Perchè l'avanguardia ha cent'anni, ormai è un classico ( impropriamente).
  • vincent corbo il 08/01/2011 07:18
    Scusa Mattia, ma non credo che Marinetti abbia fatto del bene alla letteratura.
  • Mattia Gatti il 07/01/2011 23:15
    Benvenuto Jack! È vero, effettivamente non sono al corrente delle regole che definiscono la differenza tra poesia e prosa. Non le conosco e tu sagace hai colto il lato debole della composizione.

    Una cosa sola sono sicuro di conoscere, che tu e Marinetti probabilmente non la pensiate allo stesso modo.

    Tratto da Manifesto tecnico della letteratura futurista:
    "... La sintassi era una specie di cifrario astratto che ha servito ai poeti per informare le
    folle del colore, della musicalità, della plastica e dell'architettura dell'universo. La sintassi era una specie d'interprete o di cicerone monotono. Bisogna sopprimere questo intermediario, perché la letteratura entri direttamente nell'universo e faccia corpo con esso..."

    Quindi tornerò alla prosa, sperando di trovare un tuo speculare Kcaj M. che mi arricchisca con commenti similari
  • Anonimo il 07/01/2011 22:01
    Questa è prosa non poesia

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