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Tu (che sono io)

Riconosci, la prima volta,
i colori ed i riflessi
del tramonto.
Impari ad inseguire la sagoma,
netta, della tua ombra
sul marciapiede.

Tu, ancora, apprendi
che esiste la fine,
e che cosa sono speranza e paura.
E tu (che sono io) naufraghi
nel profumo acerbo dell'adolescenza,
fasciata in un maglioncino verde.

Poi ci fu la stagione del sole,
il respiro della libertà,
l'amore, ed il suo frutto tenero e prezioso.
Il cammino l'ho fatto in salita,
lo ricordo, e ogni tanto mi chiedo:
ero io? E se sì: come ho fatto?

Inebriato di esercizio d'intelletto,
ti perdi (mi perdo) nella selva
nebbiosa di parole e di gesti.
C'è l'ingombro di carte inevase,
e gratuiti subìti rancori
oramai consegnati al silenzio.

La memoria la smonto e rimonto,
per trovare i motivi
di un posto nel mondo.
Lo specchio, follemente mutevole,
mi rimanda imprevisti
modi e tempi.

Incastrato tra mille doveri,
vivo pure le ore di gioia.
Ma non cerco, oramai, novità.
Questo mondo io non l'ho compreso
e non vivo il presente.
La certezza è l'attesa.

 

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4 commenti:

  • ELISA DURANTE il 31/08/2011 11:21
    Questo mondo non può essere capito, finchè gli si appartiene e, quando non gli si apparterrà più, forse ciò non sarà così importante
  • Anonimo il 17/03/2011 11:55
    È bella la stagione del sole ed il respiro della libertà... sai anche io non hho bel compreso questo mondo... complimenti mi è piaciuta molto
  • Maria Lupo il 17/01/2011 22:39
    Eh, sì, è veramente ben espresso questo nostro senso di precarietà e di smarrimento tra memorie, speranze, paure e altro... Meglio non pensarci? Non so.
    Mi piace in partcilare questa definzione: tu(che sono io)... Difficile riconoscersi, in certi momenti.
    Mi chiedo spesso : "come ho fatto?"; ma ancora più spesso: "come faccio?"
  • Anonimo il 16/01/2011 20:00
    ''Incastrato tra mille doveri,
    vivo pure le ore di gioia.
    Ma non cerco, oramai, novità.
    Questo mondo io non l'ho compreso
    e non vivo il presente.
    La certezza è l'attesa.''

    Splendida complimenti

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