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Gabbia di sale

Gabbia di sale e mare cresce oltre il vento
che sempre più porta a largo
lontano dall'essere.
In questo rigido passare dovuto e teso,
in questo correre e trascorrere,
galleggiare e respirare
il dolore dio unico dio
mi indica, diavolo eterno,
il faro più facile e vicino
la luce più tenera e velata.
Piegato preparerò la mia cuccia di cane a vela
calda per l'inverno e provviste di
menzogne nella stiva, cipolle fresche
in questo paradiso scorbuto di sbarre liete.
Lento veliero gabbia
culla al rollio di onde
non volute e sconosciute.
Nemmeno ora posso sentirlo
nemmeno riesco ad immaginarlo
un senso che liberi e dica
esisti o resisti?

 

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0 recensioni:

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12 commenti:

  • simone borriello il 06/01/2012 08:57
    Complimenti!!! Bellissima poesia...
  • sabrina galbo il 01/10/2011 10:01
    Sopravvivere... unica possibilità ... per un cuore inquieto
  • Giovanni Bart il 16/05/2011 09:07
    Grazie Lorenza.
    Lusingato.

    G.
  • Anonimo il 08/05/2011 22:33
    molto molto molto bella.

    r-esisti.
  • Anonimo il 17/03/2011 19:25
    Difficile darti una risposta istintiva
    ci sono varie forme d'amore, e qualcuna a volte ci porta obbligatoriamente a dimenticarci un po' di noi, se non fosse così dovremmo diventare completamente egoisti, però non so se alla fine si potrebbe poi parlare comunque d'amore..
    ma questa riflessione Giovanni è molto personale e poi troppo profonda e lunga per riuscire a spiegarla in un contesto così ristretto.
    Però è dura allontanarsi dalla propria essenza e alla fine se non hai capacità di gestirla, fa davvero tanto tanto male.
    Grazie a te Giovanni per aver aperto in me questa riflessione...
    ciao
  • Giovanni Bart il 17/03/2011 16:48
    Bella Ange, grazie per il tuo commento che mi lusinga.
    Solo un pensiero mi fai passare per la testa ma... se per amore ci allontana dalla propria vera essenza, siamo sicuri che stiamo parlando di... amore?

    Grazie mille ancora di essere passata di qui.

    G.
  • Anonimo il 17/03/2011 16:19
    Resistere nella difficoltà dell? esistere
    Complimenti davvero
    bella questa poesia introspettiva
    in cui rivedo anche mie lotti interiori
    dentro nella gabbia di sale e mare
    che ci porta distante dalla nostra vera essenza
    solo per paura e a volte anche per amore
    però
    chi muore alla fine un po' ogni giorno
    siamo noi
    e nessuna altro
    bella
    ciao Giovanni
    Angelica
  • Giacomo Scimonelli il 09/03/2011 09:51
    scritta benissimo... piaciuta
  • giovanna raisso il 19/01/2011 17:52
    ".. lontano dall'essere.. tra galleggiare e respirare.." il dolore ci porta a scelte..
    .."resisti o esisti?" è già una domanda che implica il coraggio di scegliere..
    che bella
  • Anonimo il 19/01/2011 12:26
    Mi hai riportata sulla pagina di un libro che amo OCEANO MARE di Baricco; la sensazione e' la stessa, i colori gli stessi...

    "... ed è qualcosa da cui non puoi scappare.
    Il mare.
    Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere,
    alle volte, sparisce ogni tanto, si traveste da lago,
    oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze,
    non da risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile.
    Ma soprattutto il mare chiama.
    Non fa altro in fondo che questo:
    chiama.
    Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso,
    è te che vuole.
    Puoi anche far finta di niente, ma non serve.
    Continuerà a chiamarti.
    Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai,
    ma che ci saranno, sempre in agguato, pazienti,
    un passo oltre la tua vita.
    Instancabilmente li sentirai chiamare.
    Senza spiegare nulla, senza dirti dove,
    ci sarà sempre un mare,
    che ti chiamerà."

    Monica
  • laura cuppone il 19/01/2011 10:12
    cominci a sentire
    fievole
    il tocco delle onde non voluto
    cominci a distinguerlo dalle carezze
    amare
    secche salate
    della gabbia che ti difende
    e ti opprime
    ma a volte quella coperta calda é vela
    che osa ancora gonfiarsi al vento degli eventi
    ... ti auguro un approdo di partenza
    ti auguro l'Odissea, la guerra.. il latrato
    o l'ululato ingenuo
    ad una suadente
    luna...

    Laura
  • Anonimo il 19/01/2011 07:05
    Ora devo chiudere, poi torno a commentarla.

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