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Heidi

Nevicava
ed io,
io pensavo.

Pensavo alla neve.

Non alla neve -che-
imbianca, stordisce
-che- incanta.
Pensavo alla neve,
la neve e basta.

E mi dicevo:
ma come posso
"con tutto quel che c'è da fare"
starmene immobile
a pensare alla neve?

Nevicò per sempre.

Nessuna sorpresa,
panna sui secoli.
Come sulle silenti
alpi in piedi, così
sulla furiosa distesa.

Nevicò sulla bambina.

E su ogni cosa.
Nevicò così tanto
che si sfondò il tetto
ed una famiglia di neve
entrò nella casa.

Coprì e imbiancò:
il letto, la lavatrice,
i panni puliti,
i panni sporchi,
i miei giorni.

Da allora il paesaggio
ha l'aspetto di una enorme
coperta di freddo,
incapace
di scioglimento a breve.

Io me ne sto
immobile
dentro
pensando (credendo)
di non essere neve.

 

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0 recensioni:

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13 commenti:

  • vincent corbo il 23/01/2011 07:08
    Ci dovresti andare a Napoli, non sai quello che ti perdi: a parte la spazzatura, quella città è uno scrigno di tesori.
  • rosanna erre il 22/01/2011 22:54
    Le tue interpretazioni sono sempre molto profonde e stimolanti.
    Succede anche che quello che si scrive abbia in sè più di un senso o magari tiri fuori qualcosa dell "autore" che esce praticamente da solo, inconsciamente, tra le righe, e che l'autore non lo colga ma un lettore attento si!
    Ciao Giuseppe
  • Giuseppe Amato il 22/01/2011 22:41
    La tua interpretazione è quella dell'autore pertanto quella "ufficiale" ma come vedi io l'ho letta dando una versione molto più "personalistica" forse pretendendo di ficcanasare in espressioni che ho ritenuto più soggettive... comunque hai suscitato una bella riflessione... un grande apprezzamento
  • rosanna erre il 22/01/2011 22:36
    Giuseppe, sono veramente onorata che tu e anche gli altri leggiate così intensamente le mie parole.
    La neve in questa "poesia" rappresenta la società come un'entità che ci avvolge (fin da bambini, ma con consapevolezza dall'adolescenza, e comprendendo la famiglia) per non lasciarci più. La coperta di freddo è una mia sensazione personale. La considerazione finale è perchè ci sentiamo tanto unici e magari condanniamo la società, ma in fondo la società è composta da ognuno di noi.
    Grazie ancora e ancora!!!
  • Giuseppe Amato il 22/01/2011 22:19
    Qui Venus veneris non c'entra... si tratta dopo i versi iniziali della propria storia personale trattata con maestria di pensiero, con intima riflessione interiore a cospetto di un gelo reale che sembra bello, la neve, e quel che è stato della propria vita ricoperta da un manto bianco, freddo, che è entrato come una iniezione nonvista anche nel focolare, nella casa nella quale dovresti essere riscaldato ma in cui l'unico lumicino riscaldante rimane nel proprio cuore!!!!!!!
  • rosanna erre il 22/01/2011 22:11
    veSuViana? ma se non sono mai neanche stata a Napoli!!!
    grazie a tutti
  • silvia giatti il 22/01/2011 20:15
    vedi l intuizione mia era giusta!
    lo dice anche vincenzo che sei venusiana
    un senso di straniamento... tipico di chi si è liberato del suo vestito da Ometto..
    ehehehe?
    è come se questo.."Nevicò per sempre. " c dicesse che tu a furia d guardarla lucidamente stà neve, ne sei rimasta risucchiata...
    l hai troppo guardata.. ma nn come s guarda una cartolina.. c sei caduta dentro... e chai visto troppo..
    una volta avevo letto una storia di una bambina che guarda un quadro e cade dentro il quadro.. chissà... bo.. da piccola..
    be interessantissima!
  • silvia giatti il 22/01/2011 20:10
    be ma ci son rimasta...
    ma sei mica umana te...
  • Giuseppe Amato il 22/01/2011 20:10
    Riesame dei propri giorni. Questa è una confessione lirica e tragica perché come in ogni rappresentazione nel cuore della scena c'è il motivo che spinge all'analisi. La tua neve sembra diventata come la galaverna su un ramo, stringe, forse spezza, ma è con lo scrivere che accendi il camino dentro la casa quindi non sei neve.
  • Giusy Lupi il 22/01/2011 16:03
    Bellissima la chiusura... La poesia non parla solo di neve... Ma nasconde altro???
    Molto sentita, alla prossima ciao Giusy
  • Giacomo Scimonelli il 22/01/2011 15:56
    è bellissima... brava
  • karen tognini il 22/01/2011 14:41
    Mi è piaciuta moltissimo... ho un debole per la "neve"... mi ricorda un libro a me caro...
    Bravissima...
  • vincent corbo il 22/01/2011 14:31
    Che poesia strana! Sembra scritta da una venusiana. Mi viene in mente che la neve di questa poesia possa essere qualcosa che appanna la mente, che impedisce di pensare, come una specie di ozio o di letargo...

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