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Respira

Respira. Dal petto un sordo vagito
O un gemito le fa aprire gli occhi
Stanchi, ribelli, fulgidi di illusioni
Che già sembrano perdute
Ma non ancora nate.
Mai dimenticate.

Piange. E gronda di lacrime il cuore
E gli occhi rimangono asciutti.
Quando si soffre, è meglio non far confusione.

Risponde. All'urlo d'un santo passato.
Carezza. L'affetto d'un bacio non vero.
S'inchina. Al sonno d'un fiore malato.
E canta. D'un canto che sembra sincero.

Ogni male è nato per forza
Perché nulla lo poteva evitare
Quando una vecchia illusione si smorza
Più forte bisogna sognare.

E per ognuno che dice di un futuro da amare
È ora di spendere un sorriso
Che non sia solo un gioco, che dia una
Speranza al senso
D'ogni azione, al tuo parlare
Al tuo viso.

 

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3 commenti:

  • Elisabetta Fabrini il 23/01/2011 16:25
    Molto molto bella... mi piace lo stile!
    Bravissimo!
  • Anonimo il 23/01/2011 11:00
    versi intensi ed elegantissimi, complimenti
  • Giacomo Scimonelli il 23/01/2011 08:21
    è molto bella... scritta anche bene...

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