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Abbandono

Vorrei strapparmi l'anima a morsi
vorrei sgridarla picchiarla farla sanguinare
disfarla sotto il peso dei miei piedi disperati.

Per questo straziante pianto
questo infame desiderio che striscia luccicante
la sua bocca contro il vetro dei ricordi.

Derisa dalla ragione
lei elegante altissima ragione presuntuosa
nel suo abito d'argento a guardarmi saccente.

Io qui rannicchiata tra le braccia della voluttà
nuda scoperta tra le grinfie della passione
tutt'e due che mi stringono mi accarezzano mi violentano.

Io indifesa mal guardata schernita abusata
loro là forti con braccia possenti occhi infuocati
a trascinarmi nel tempio della loro potenza.

E il ricordo sempre lì
a mostrarmi l'intero atroce scenario
del desiderio internato.


Io, orfana persino di me stessa.

 

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9 commenti:

  • amel il 21/12/2013 09:50
    Opera ben scritta e originale. Complimenti!
  • debora giampani il 31/01/2011 01:57
    ringrazio tutti dei commenti!
    E a Ugo: la ragione è una cattiva madre, che ti insegna il giusto per poi abbandonarti mentre commetti lo sbagliato. Ma tant'è, sapersi orientare è già un privilegio (raro e assai ammirevole).
  • Peter Illinois il 28/01/2011 10:23
    Stupende parole... versi crudi e potenti.
  • Dark Side il 26/01/2011 10:45
    versi pieni di rabbia e sofferenza, bellissima poesia
  • Aedo il 24/01/2011 23:07
    Un urlo, la rabbia, vittima di un sentimento che lascia impotenti, mentre la ragione povera di se stessa infierisce... Poesia veramente potente, dalle tinte forti, fantastica!
    Ignazio
  • Giusy Lupi il 24/01/2011 18:03
    IO, ORFANA PERSINO DI ME STESSA...
    BELLISSIMA CHIUSURA, CHE CHIUDE QUESTA SPLENDIDA POESIA IN UN MODO MAGNIFICO.
    È STATO UN PIACERE LEGGERTI,
    COMPLIMENTI + 5 STELLE.
    CIAO GIUSY
  • Anonimo il 24/01/2011 15:04
    Un gran bell'inizio con questa lirica splendida e sofferta. Il rapporto con se stessi e la propria anima molto intenso e profondo. Complimenti a 5 stelle
  • Francesca La Torre il 24/01/2011 15:03
    Bella, ben scritta. Il finale"orfana di me stessa"racchiude l'essenza della poesia. Piaciuta molto.
  • Ugo Mastrogiovanni il 24/01/2011 14:55
    È sempre complicato il rapporto con la propria l'anima, non la intenerisce né la rabbia né il pianto, ma la ragione può farlo, quella ragione che, come dici tu, ti deride; "presuntuosa nel suo abito d'argento", che non ti renderà "orfana persino di te stessa". Sono contento di averti letta; come prima opera, dire: opera prima, brava.

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