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Morte di Erica

Senti? Eri così.
Una corsa frantumata, un foglio scarabocchiato incollato al muro. I capelli all'incontrario.
Sentieri così. E le calze strappate.

Mi ricordo la neve. Tra le mie dita ti scioglievi.
Un vascello attraversava le nubi. Le sue vele spiegavano il volo.
Vibrava come musica dentro un ghiacciaio.
Il verso di una vecchia macchina. Il vaso vuoto.
Un prato pieno di baci ascoltava le nostre emozioni.

Senti oggi il mare? C'è la riva e poi un'onda.
C'è un uomo che non sa ascoltare.
C'è uno sguardo che sprofonda.

Nebbia immobile. Sabbia invisibile.
Senti? Erica.
Dietro l'orizzonte e la stoffa pregiata si nasconde una sola parola.
Vedi? Oggi c'è il sole.
Tra la testa e il cuscino il mondo è pieno di parole.
I ritagli i ricordi i ripensamenti. Frantumare è frantumarsi.

Vedi? Oggi è domani.
Il sole è caduto nel mare.
Ciao Erica. Ti ho vista sul vascello e il vento era gelido.
Dietro l'orizzonte,
tra le mie dita ti scioglievi.
Bianca,
leggera e fragile,
senza fare rumore.
Sei caduta.

 

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3 commenti:

  • sergio il 08/03/2012 20:15
    un dolce e struggente ricordo.
  • Giacomo Scimonelli il 25/01/2011 10:03
    ...
  • Aedo il 24/01/2011 23:03
    Una poesia che lascia senza respiro: bellissima e triste. Un capolavoro!
    Ignazio