username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

La semina

Nel pensare alla fanciullezza,
molti ricordi sovrastano la mia mente
di usanze morte, ormai, nel tempo.
Non c'è più il contadino che passo dopo passo,
con indomita cadenza,
la sacca a marsupio attrezzata,
il seme ivi riposto, va spargendo, con quel suo menar di mano,
su e giù lungo i campi sapientemente arati
e curati come belle dame dei tempi andati.
Campi alla bisogna cupi e grigi
nell'autunno di giorni avanti nel tempo.
Un chiacchiericcio di uccelli
sempre pronti al desinare di quel richiamo insperato,
lo seguono come il tuono il baleno,
sempre più numerosi,
neppure del fantoccio riposto più timorosi.
Il seme fra le zolle si nasconde,
il suo predatore sempre non confonde;
quello più al sicuro muore e lì giace
conscio del ripristino della vita se a madre natura piace.
Saranno alte e bionde a giugno
ma non sarà il contadino a tagliare lo stelo con la falce in pugno.

 

0
5 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

5 commenti:

  • Anonimo il 05/05/2011 16:42
    Non ho detto che la poesia è banale! Forse mi sono spiegata male. Come dico all'inizio del commento, essendo un tema così semplice e quotidiano, non un tema profondo, si può rischiare di cadere nel banale. Molte sono state le critiche ad autori famosi, dal calibro di Saba, per le sue opere. E non perchè non siano significative o non diano nulla: sono stupende le poesie di Saba. Ma, anch'egli, proprio perchè nelle sue opere tratta temi umili e quotidiani, i critici hanno affaermato che sarebbe potuto cadere nel banale e che, quindi, possono, ad esempio, essere usati solo come un pretesto per scrivere (che non è il tuo caso). Spero di essermi spiegata.
  • Anonimo il 05/05/2011 08:43
    Non trovo nulla di banale in questa poesia, che ha anzi ha la capacità di rievocare gesti antichi semmai banalizzati da una sciocca riproposizione televisiva.
  • Virginio Giovagnoli il 05/05/2011 07:51
    È quanto ricordo del contatino nella mia fanciullezza.
    Ricordi veri. Non conosco il tuo senso di banale.
    Secondo Garzanti ha un significato ampio fino a volgare.
  • Anonimo il 04/05/2011 21:28
    Tema quotidiano, linguaggio semplice e composizione chiara. Forse rischia di cadere un po' nella banalità.
  • luigi castiello il 01/02/2011 20:49
    bella e toccante, mi hai fatto immaginare il contadino all'opera

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0