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La porta elettrica

Non mettere glicini nel vento
La sera si irrigidisce funesta
Se di certi benesseri
È l'unico scisma che resta.
Tienimi dentro una mano
E restringi il campo d'incontro;
Sarà solo un altro vortice
A definire l'ellisse del mondo
Ed ogni disegno degli occhi.
Ho sconfitto il mio male
Con l'aiuto dell'integrità
Definivo ogni mia parola
Un intrigo per una serialità...
Ogni immagine si ripeteva
E ogni cuore si rassegnava
Sarà solo un altro vortice
A consacrarmi all'eternità
Perché è la tua vita in me
A concedermi l'immensità.
Voglio sforare d'insieme
È dentro questa solitudine
Ora c'è un'intima speme...
Violo la libidine d'un cielo
Io acronimo di nuvola
Nessun sogno preso sul serio
E tu che sei libera;
Voglio sfiorarti nell'anima
E sentire in acufene
Ciò che essa mi comunica;
Non mettere limiti nel tempo
Io fremito di un'acredine
Come sabbia di clessidra
Mi brucia la vista
Se la mia casa è un'abitudine
E non c'è spasmo di blu
Dove è possibile fuggire
E dove sei fuggita tu.
C'è una porta nel deserto
Impigliata in un ricordo
Dall'aroma raro ed emolliente:
Un Mig supersonico
Trancia il terso col suo fendente
E muore dentro un hangar
Racchiuso in un raggio fotonico
Sempre uguale all'esteriorità
Di me così mnemonico
A rappresentare la fertilità
Come una rosa nella sabbia
E a tutto l'amore che mi dà
Non mettere glicini nel vento

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2 commenti:

  • Massimo Genovese il 24/10/2011 17:35
    molto bella!! un po' lunga ma letta tutta con piacere! bravo!
  • vasily biserov il 30/01/2011 21:05
    molto bella!! un po' lunga ma letta tutta con piacere! bravo!

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