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Silenzio

Sento il silenzio scorrere sulla mia pelle.

Sottile come una lama affilata,
lo guardo squarciare la mia carne,
entrare prepotente nel mio corpo,
mentre brandelli di me si perdono nell'incanto del nulla.

Sono solo piccoli frammenti del mio esserci,
ma già mi accorgo che la loro mancanza
è ben più dolorosa della loro rassicurante, ma inutile, presenza.

Ognuno è un dolore,
è un occasione perduta,
è un "NO" irreversibile,
urlato sul muso della vita.


Se "Tutto" è il contrario di "Niente",
io sono il niente assoluto,
una putrescente pustola posta sul deretano dell'umanità
dalla quale fuoriesce la fetida essenza del mio egoismo,
della mia falsità,
del mio inutile andare.


Raccolgo attorno a me i pensieri,
che, come schegge impazzite,
rimbalzano trai miei sensi frustrati,
mentre il buio della notte mi violenta silenzioso,
oscurando la patetica immagine di un simulacro d'uomo,
che, solo lotta con sé stesso,
nell'indegno tentativo di ridare luce ai suoi occhi,
voce al suo udito, senso alla sua vita.

 

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