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Questi fantasmi

Nube in un attimo
Nella mia memoria frammentata dai cedimenti
Introspezioni indulgono
Affamano il riverbero dell’ultimo suono: non c’è perdono
Alcun perdono che tenga una volta sopraggiunta l’ossessione
Sarà pure abominio ma è sempre amore
Questi fantasmi mi divorano e mi ri-generano
Mi assomigliano come la paura, come il terrore
Sangue distillato per l’iniziazione
Per voi incline a nuovi mondi

Ecco i fantasmi
Restituiscono me al suono e all’odore del passato
Inebriante riflesso d’armonia perduta
Trovata solo a un tempo e disposta in quattro dimensioni
Luoghi del cosmo indebolito
Arginato da mura senza spessore né confine
Armato di destino e di poesia carnivora e spirituale
A voi rivolta da sempre

Sempre ai fantasmi
Tra cielo e terra nel finito infinito di un’anima a spirale
Mia persa e rivolta al labirinto
Ritrovato con ingenuità nella futura stagione dell’ahimè
Che tanto me ne dolsi e pur anche le sorrisi
Tra fiori azzurri crocifisso tra i pianeti
In vedute quasi limpide d’eternità

Torno ai fantasmi
Solo e anche nell’amore, nell’intimità e nella malinconia
Nella gioia dei vascelli per mare
Nell’ultimo centimetro di Eden mio solo inferno liquido marmoreo
Grottesco agli sguardi di chi mi scomunica ogni volta per l’età
L’età del bambino cresciuto senza pelle e senza perimetro
Come il sogno dell’incubo sognante
Sognato invano dai fantasmi fratelli miei misantropi - distillati di amata solitudine.

 

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