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Il Gorgazzo (poesia)

Quale mirabile visione!

Accende di repentina inquietudine i miei sensi contratti,
li frusta violentemente,
ridestandoli da un sonno lattiginoso,
da un limbo ancestrale di falsa pace ed amore.

Due corpi nudi,
nel pallido chiarore di una luna ruffiana e compiacente.

Due giovani amanti,
avvinghiati in un amplesso di straordinaria dolcezza,
tra il delicato profumo di un'estate puttana,
e la soffice carezza di un solitario refolo di vento.

Due corpi in un'unica anima,
immersi nella magica fonte della fertilità,
persi nel pagano crogiuolo del peccato,
laddove il peccato si trasforma in preghiera di maternità.

Quanti ne ho visti!

Quante anime dannate si sono vendute alle mistiche "Aganis",
seguendo false credenze popolari.

La mia .. .. La mia è un'anima dannata!

Io che con esasperante angoscia masturbo il mio inutile sesso,
nella vana,
quanto improbabile speranza,
di essere redento dalla schiavitù di un saio,
che odora di eterna espiazione,
di assoluto dolore.

Io, che con gli occhi a Dio e la mano a Satana,
accarezzo l'idea di svanire per sempre,
nel umido utero della terra,
finalmente libero di amare,
di far parte "reale" di un'umanità ottusa ed ignorante,
che nella sua infinita stoltezza,
ha capito la vera essenza della vita:
" l'amore!"

Magica fonte di benessere,
profondo abisso di acque remote,
purificate dal ventre di una Madre a cui tutto appartiene,
a cui tutto inesorabilmente ritorna.

 

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