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Tornando all'asilo assillo il mio pensiero ed anche il Tuo

Concedi
al sognante
un porto d'asilo

uno sguardo d'Amore fisico

vendessero
le stelle
la loro luce in polvere d'oro
da diluire nel ventre di chi soffre

mi comprerei anche Dio

l'inverno ha rigidi cancelli
la primavera fragili dita
apre solo gemme dai caduchi frutti

bruciarmi vivo
è
ovviamente la mia vocazione

seppellitemi
con il viso contro il corpo della terra

sarà il mio penultimo bacio

la Sua bocca ha fame delle mie ossa

vivo a ritroso
lo so
da sempre

l'ultimo infinito bacio
l'ho posato sulle Tue guance

quando
pressati dal tempo
raccoglievamo le more con labbra violette

 

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6 commenti:

  • Anonimo il 23/02/2011 18:16
    Una poeia che fa venire i brividi per come riesce a trasmettere la sensazione che la terra e il corpo possano essere un tutt'uno... una chiusa stupenda, ma tutta la poesia prende. Grande e geniale. ciaociao
  • Giacomo Scimonelli il 23/02/2011 10:09
    ottima chiusa... bella tutta la poesia... ma la chiusa è fantastica
  • loretta margherita citarei il 22/02/2011 21:28
    ottime metafore, complimenti cap
  • laura marchetti il 22/02/2011 21:12
    BELLISSIME METAFORE CON UNO STILE UNICO CHE TI APPARTIENE
  • Don Pompeo Mongiello il 22/02/2011 18:27
    Come al solito poesia splendida che porta degnamente la firma tua. Complimenti vivissimi!
  • karen tognini il 22/02/2011 16:55
    l'ultimo infinito bacio
    l'ho posato sulle Tue guance

    quando
    pressati dal tempo
    raccoglievamo le more con labbra violette


    Bellissima... sei un genio...

    ciao Vincenzo...
    k

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