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Lubya

Aveva gli occhi tristi Fadil,
come un cane senza padrone.
Girava per il campo vuoto
come un fantasma senza pace.
Erano scappati tutti!

La radio diceva che i ribelli
si preparavano per l'ultima battaglia.

In lontananza
nuvole di sabbia
e sinistri echi di mitraglia.
Arrivano, pensò Fadil.
Tolse la bandiera
dalla torre dei fari
del deposito Italiano,
e con il braccio alzato,
la sventolò,
come una ovazione
verso quella direzione.

Abbattimi quel ribelle
gridò il capo della colonna
all'uomo alla mitraglia.

Un lampo accecante,
una fitta lancinante.

Fadil non aveva mai visto
un simile accecante lampo
nei suoi dieci anni di vita.
Fadil non aveva mai sentito
una fitta così dolorosa
nei suoi dieci anni di vita.

Un'istante,
si piegò sulle gambe.
La bandiera
scivolò nel vento
intrisa del suo sangue.

 

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6 commenti:

  • Anonimo il 06/03/2011 15:08
    Condivisa. Complimenti sinceri
  • Dolce Sorriso il 05/03/2011 20:49
    wow che colpo al cuore è bellissima... bravo Ezio
  • Don Pompeo Mongiello il 05/03/2011 19:32
    La libertà ha un prezzo inestimabile, ma pochi sanno come è davvero. Complimenti per questa tua tanto bella!
  • Bruno Briasco il 05/03/2011 17:42
    Mi hai riportato con la fantasia alla "Piccola vedetta lombarda", purtroppo queta mi sa di vero e non di romanzo deamicisiano. L'esposizione è toccante e comovente. Come ha scritto Giacomo: complimenti amico mio
  • Giacomo Scimonelli il 05/03/2011 06:03
    una triste realtà ben espressa in versi... chi vive nella libertà non immagina nemmeno cosa vuol dire lottare e morire x la libertà... complimenti amico mio
  • loretta margherita citarei il 05/03/2011 05:13
    per tutti coloro che muoiono x la libertà, condivisa

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