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Gocce fragili

Gocce fragili
Sotto i rami di un parapioggia
(Che bucherellato ride ormai di me)

Temporale di pioggia (impietosamente cade) sui sentieri senza meta
Perduto nella luce che sparisce dal corpo,
spento l'orizzonte
Girovago contrariamente
e il cuore per una volta triste, pazzo ride ancora alla vita:
È questo l'inverno
Che mi separa da te

E tutto indebolisce e piange
Sui miei passi
Mentre strade bagnate inciampano
E scivolano
in un labirinto nudo

E doppiamente mi allontano
E mi avvicino
In un sogno stranissimo

Nella diaspora che sorprende
Nuda la terra e la città
In un giorno d'inverno
Oltre i confini

 

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2 commenti:

  • Alfredo Potassio il 01/04/2011 21:38
    Scrittura originale e piacevole. Adoro le metafore con la pioggia, le gocce, l'acqua... Se ti va puoi leggere la mia "Gutta cavat lapidem" e magari mi dici che ne pensi...
  • Giuseppe Tiloca il 05/03/2011 13:51
    Sembra di toccare e percepire il mio stato odierno, come goccia sottile e fragile che cade, ma sai che quando questa goccia cade, seppure lontana da chi appartiene, dona vita a la terra. E continuiamo a donarne noi, ne ha bisogno la terra che è vasta.

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