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Funanboliche imprudenze

Sul contrario della “certezza certa”
Ho legato una corda, tra un ramo e l’infinito
Anelante disegni e geometrie di gloria
Tra la storia, il destino e l’attimo
Scelsi quest’ultimo per imparare
Tra arcobaleni e segreti boschi
Cercar lo spazio in cui osare
Osar di sé lasciandosi cadere
Inabissandosi fino a respirar nel mare
Annodandosi a un corpo di donna
Per quel mischiare i sensi chiamato amore

Tiranneggiando il consueto
Mi son trovato a vivere
Quel che molti han simulato
Ho reso sciocchi ad occhi saccenti
Slanci poetici dirompenti
Rimescolando i versi dentro un ordine impossibile

Come un funambolo tra le tue dita
Fuggo e rifuggo il senso di quel che giusto si pensa
Tra l’umana difesa, il dubbio e la prudenza
Proprio quest’ultima non vorrei mai avere

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Ferdinando il 18/11/2015 06:52
    apprezzata... compliemnti.

4 commenti:

  • Federico Magi il 24/04/2007 11:59
    E in effetti, Diana, la prima parte convince molto di più anche a me.
    Per quello che posso oso sempre, tiba cabral, certo evitando il più possibile la sindrome da Don Chisciotte, personaggio da me comunque molto amato.
    Grazie a tutti dell'apprezzamento
  • Diana Moretti il 24/04/2007 10:56
    Prorompente la prima parte, il ritmo si scioglie forse un po' troppo alla fine. Comunque bella.
  • laura cuppone il 24/04/2007 10:28
    semplicemente stupenda e vera.. 10!!!! L

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