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Vertigine

Smarrita
Apro porte
Su stanze vuote
Disadorne.
Ingiallita
... Come un foglio
Consumato dal tempo
Cerco vie
Tra labirinti e
Stretti budelli.
Dove mi trovo?
Voci lontane
Mi chiamano
Memorie del passato
Accaduto
Finito
Galleggiano in un oceano
Di rimpianti
Appaiono su muri
Galere del mio sentire
Occhi che scrutano
Si animano
Mi vedo attraverso
Le loro schizofrenie
Sento dolore.
Guardo in alto
Entra della luce
Ne sono attratta
Come una falena
Notturna è attratta
Dal chiarore artificiale.
Smarrita
Dentro la mia mente
Percorro i miei confini
Sino a che la luce si spegne
Chiudo gli occhi
E mi lascio cadere
Sebbene quel che provo
sia solo una piacevole
Vertigine

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 25/03/2011 09:05
    stile accurato e messaggio importante... l'ho molto apprezzata..
  • vincenzo rubino il 24/03/2011 13:28
    da leggere tutta d'un fiato. bella davvero, a presto.
  • franco picini il 23/03/2011 19:42
    Una vertigine che si prova all'apice dei propri giorni, indipendentemente dall'età che si ha... giovani o non giovani, fa lo stesso. È la vertigine che ci offre un bilancio esistenziale compiuto dinnanzi a noi stessi, fatto di sensazioni e non di falsi e prolissi discorsi. Ben venga allora il volo della falena... sempre di volo si tratta... no? Molto bella.
  • karen tognini il 22/03/2011 15:05
    Complimenti.. versi molto sentiti...
    bravissima...
    k

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