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Canzone del ricordo

I tuoi passi sfioriti scolorano la sabbia;
dipingono come un intrico di folli arabeschi
sulle colonne irreali d'un oriente da fiaba.
Il cantico muto del tuo respiro
lascia lo spazio all'eco del mio pianto,
quando appesi alle gocce dell'alba
perdono forma i giorni passati;
in te scorgo spogliato
il ramo d'ogni gemma d'olivo
e labile, in bilico sui volti dei narcisi
il senso d'ogni cosa trascorre
come sopra un cammino di candele spente.
Dissolto da coltri di stelle e comete accecanti
il bagliore del tuo volto sgretola al ricordo
e non so più di me stesso
ma soffro del tuo tatto antico,
della tua assenza crudele e spensierata;
solo talvolta, nell'oscura ragione del verso
ti ritrovo per poi scoprirti lontano, perderti
miele ambrato che allaga gli scogli,
roccia e corallo nel fondo del mare.

 

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