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D'un tratto crebbi

D'un tratto conobbi l'infamia dell'uomo.
Ove un tempo l'innocenza d'uno sguardo
Era luce, adesso alberga un velo di consapevolezza.



Un giorno andando incontrai un infame,
Tristemente la bimba scomparve
E nacque la donna che oggi alberga

In queste membra, e così crebbi.
Il pungente inverno sfiorì la purezza infante
Lasciando il posto alla coscienza.

D'un tratto, inconsapevolmente, maturai
Perché conobbi il mondo e la sua infamia.

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 24/04/2011 11:15
    malinconia per un mondo dove gli infami imperaro
  • Vincenzo Capitanucci il 06/04/2011 17:47
    Tistemente dura.. Gabry... si sente la crescita...

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