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il caso

Credi davvero che sia per un caso
che mi trovi davanti a questo foglio bianco?

Ed hai mai pensato che sia mai stato il caso
ad indurti in questo tuo incedere stanco.

E che fosse altresì merito del caso
se qualche volta la felicità ti ha gonfiato il cuore
o che sempre e solo grazie a lui
sei riuscita a scegliere in tutte quelle volte
quando, ad impedirtelo era il peso del dolore.

Credi davvero che potresti fidarti di un caso
che non sa cosa fare?
Di qualcuno o qualcosa che decide e non decide
sul come e sul perché di una cosa da affrontare.

Credi davvero che il caso,
cosciente del proprio immenso,
si prenda la briga di
programmare il cambiamento?

No!
È se stesso che si guarda
e si perde nel suo essere sì grande.
È se stesso che dimentica il proprio nome
È se stesso che non trova la propria immagine
È se stesso che non parla la proprie parole
e nel vortice del perdersi
si dimentica.
Si dimentica e l’oblìo concepisce che
ogni cosa, ogni cosa in ogni dove,
tracci netta la propria via.

Ci entri dentro e partendo, con il tempo
mano a mano, procedendo, si decida come sia.

 

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4 commenti:

  • Maurizio Gagliotti il 24/11/2007 15:26
    È bella e credo che possa apprezzare maggiormente con una lettura attenta e ripetuta.
    Non è immediata ma rende.
  • patrizia sgura il 15/10/2007 15:20
    certamente non è un caso che tu sia un vero poeta. questa poesia è bellissima, mi piace tutto, soprattutto come l'hai scritta bene in rima e anche il contenuto è pieno di significati, ho scritto anche io una cosa del genere... bravissimo davvero.

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