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Cieli

Il cielo della città,
il cielo della montagna,
uguali, entrambi,
speranze che rapiscono
d'azzurro, cuore e pensieri.

Il cielo della città,
il cielo della montagna,
... fratelli, come Caino lo fu d'Abele.

Uomini affastellati,
sotto il primo, fascine indistinte
d'anime, gioie e tormenti

sguardi tenuti bassi si eludono,
l'un l'altro, chiusi dentro confini
di vite parallele, custodite
tra case e strade
e sotto i mille passi, incalzati,
gorgogliano chiaviche e sentimenti (occultati).

Sotto il cielo sottile dei monti
fruscia/urla solo il vento
raccoglie dai valloni inabissati
radi gridi d'uccelli,
suoni rapaci vecchi come il tempo
e al mezzo dì
qualche palpitazione di campana,
persa per caso, lontana
lungo i displuvi impervi
poi nient'altro
solo l'immobile silenzio,
se l'aria si è fatta calma.

Più in basso il mondo intero
è disteso, sfumato, incerto,
appare e non appare,
ma ovunque guardo... c'è
... e il cuore se ne colma.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 11/09/2011 09:57
    Poesia molto bella e piaciuta.
  • Anonimo il 17/05/2011 15:31
    veramente bella complimenti
  • mauri huis il 15/05/2011 01:31
    il cielo della montagna colma il cuore. hai ragione a mille. complimenti sinceri
  • Don Pompeo Mongiello il 03/05/2011 11:59
    Un plauso per questa tua tanto bella!
  • loretta margherita citarei il 25/04/2011 20:55
    piaciuta

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