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Quante volte

quante volte lo rifarai
prima di scivolare a terra e fissare un cielo
nero
in una stanza senza aria.

quante volte lo rifarai prima di soffocare
nei tuoi dubbi e nelle tue paure
quante volte lo rifarai
prima di vedere lo specchio
sgorgare lacrime d'inchiostro dalle crepe profonde
quante volte lo rifarai
prima di dimenticare come si corre, si salta, si urla.

Quante volte lo rifarai
prima di dimenticare la tua stessa voce
il tuo sorriso, la tua risata
e quel sapore che un tempo era essenza

tradita.
disillusa.
rinnegata.

non vuoi rimanere sola,
ma in quella gabbia non ti colpisce la pioggia acida

pioverà per sempre nel tuo sguardo
senza conoscere più la libertà.


quante volte lo rifarai
prima dell'ultimo tramonto?

 

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2 recensioni:

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  • Antonio Garganese il 01/08/2012 21:19
    Mi fa pensare al ripetersi di errori commessi nonostante il tempo che passa e l'esperienza acquisita che, fatalmente, non insegna nulla.
  • Ivano Boceda il 02/03/2012 20:14
    Ben scritta. Rende molto bene l'angoscia senza speranza, anche se quel primo verso "quante volte lo rifarai", poi ripetuto, suggerisce, sia pure tiepidamente, l'idea di una vita che, nonostante tutto, continua.

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