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La Montagna Parla

Spluga d'aurore maestose
Di vette antiche ai giovani cuori
Severa risuoni il coraggio e l'ardore.
Tuoi, l'immenso silenzio di pace, l'eco struggente
Del vento, l'ugulato sapiente tra le aspre creste rocciose.
Dischiudici, Spluga, il senso profondo delle altezze,
delle notti deste, degli alpeggi in fiore, l'azzurro volo del rapace astore!
E sono i sacri cammini, fatica dell'uomo, che c'inviti
a percorrere nuovi al vigile sguardo nel tempo lontano del gufo.
E siano i tassi, il pino mugo, il rododendro,
il verde ontano e della marmotta sui sassi
delle morene l'acuto richiamo agli albori,
La nostra cerimonia dei successori
Avanguardie d'umanità, speranze d'esistenze supreme.

 

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