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Avanti

È cominciata che non ricordavo
il nome di persone note. Che, durante un discorso,
non mi veniva in mente il termine giusto,
che pure ben conoscevo. Allora cercavo sinonimi
al contorno della parola latitante, con risultati
sempre sufficienti ma insoddisfacenti.
Ascoltavo il brusio mentale, roco e fioco,
un invito ad essere "accomodante".
La mattina, quando mi radevo davanti allo specchio,
continuava ad essere il momento delle idee.
Intuizioni, spunti per il lavoro e per la scrittura.
Ma, rispetto a prima, dimenticavo prontamente
tutto, non senza rabbia. Così mi sono munito
di penna e blocchetto, per annotare le mie intuizioni.
Ed il brusio mentale mi invitava ad essere "nullafacente".
Poi - ero andato in pensione - è accaduto
che, negli istanti che succedono al risveglio,
qualcuno di casa già pronto per andare a scuola
o al lavoro mi chiedesse qualcosa, ed io tramutavo
la mia risposta pronta in mente in una serie di parole
inadeguate. Con il brusio mentale
che mi invitava a tornare "dormiente".
Di tutto questo mi rendevo conto, perfettamente.
Sapevo che ci sarebbe stata un'evoluzione
e che sarei stato uno fra i tanti, ma non sapevo come.

Oggi tutti mi ricambiano il sorriso
- sorrido senza muovere le labbra -
ed io li so di storia e di nome,
anche persone che non ho mai visto
e che non sanno quel che io so di sapere.
Penso, rifletto, a tutto rispondo.
Il brusio mentale mi dice che sono avanti,
che non devo fare altro. Chi mi sta intorno si interroga:
"Chissà se capisce...",
ed io sorrido loro e tutto osservo in un punto,
tutto il mondo pellegrino verso quel solo punto,
ed amo totalmente.

 

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0 recensioni:

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12 commenti:

  • Anonimo il 23/06/2011 01:48
    Chi ama totalmente non deve più capire e rispondere. La felicità è amore! Ci sostiene anche Hesse. Tutto quello che è stato sta in chi osserva. È bella la poesia, e questa è anche più diretta dalle tue ultime. Ha la natura della poesia: "preghiera ad un angelo", certo, ha una struttura diversa.
  • rosalia Schimmenti il 20/06/2011 13:26
    una forma molto raffinata a completare una conoscenza profondamente interiore.
    che dire... complimenti
  • Pepè il 07/05/2011 19:15
    è brutto è veramente brutto vedere un famigliare ammalarsi di demeza, in particalre L'Alzheimer che è davvero una malattia cattiva. ho interpetato la tua poesia in questo senso.
    Molto efficace la narrazione dal punto di vista del malato.
  • Nicola Saracino il 03/05/2011 16:40
    Caro Giuseppe (ma quando l'ho conosciuto, questo?), io, dotato di memoria di ferro ma non abbastanza ferrea da resistere all'assalto delle intuizioni, mi sono ebbene sì dotato di blocchetto. Purtroppo, lasciando sempre detto blocchetto chissà dove, ho mandato le intuizioni a cercarlo. Non sono ancora tornate. Così sono rimasto senza blocchetto e senza intuizioni, già. Meno male che mi restano gli amici!
    Nicola
  • Giuseppe ABBAMONTE il 03/05/2011 16:22
    Nicola
    una composizione complessa, dinamica nell'evoluzione verso una conclusione inizialmente statica ma poi "pellegrina" verso un punto all'infinito, verso la totalizzazione dell'amore.
    Trascinante, commuovente. estatica.
    Un abbraccio
    Giuseppe
    PS Sono certo che tu, dotato di memoria fedele ed inattaccabile, i bloccheti per ricordare le tue intuizioni non li usi affatto e che si tratti solo di un'invenzione poetica. O no?
  • Nicola Saracino il 03/05/2011 14:42
    Mmm... non so che rispondere ad E. Mi fa piacere il commento di Giama, è un punto importante. Ciao a Loretta, presenza assidua. Infine una precisazione al primo commento: macché Santo Qualcuno, era Sanvincenzo! Nicola
  • Anonimo il 03/05/2011 00:38
    Quando Saracino si concede alla Vita la poesia si concede a Lui. Che grande emozione! Quanta bellezza!
  • - Giama - il 02/05/2011 23:56
    Lettura piacevolmente interessante, molto bella l'evoluzione suggerita dal brusio mentale: accomodante, nullafacente, dormiente... Avanti!

    complimenti
    G_M
  • loretta margherita citarei il 02/05/2011 21:52
    ottima, invita a riflessione, complimenti
  • Nicola Saracino il 02/05/2011 20:22
    Già...
  • suzana Kuqi il 02/05/2011 20:19
    tutto il mondo pellegrino verso quel solo punto...
  • Vincenzo Capitanucci il 02/05/2011 15:16
    Un giorno.. un uomo non si alzò dal letto... non andò più a lavorare.. aveva perso la superficiale memoria di se stesso... non era pronto a questo... non capiva cosa gli stava succedendo... sorrideva a Tutti... con profonda innocenza... amava totalmente.. ma il Suo Sorriso distrusse il Suo Mondo... e Lui partì verso l'Ori-ente seguendo un fiume di luce...
    era un Santo Qualcuno..
    Un abbraccio Nicola..

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